106 GAROFANI ROSSI
Allo Ztn di Napoli

“106 GAROFANI ROSSI – Velia e Giacomo, l’Antifascista”
Un atto di Teatro Civile.

Sabato 24 gennaio 2025, alle ore 21.00, e domenica 25 gennaio 2025, alle ore
18.00, il Teatro ZTN di Napoli ospita 106 Garofani Rossi – Velia e Giacomo,
l’Antifascista, produzione Quizzy Teatro (Alessandria), scritta dal regista
cinematografico e televisivo Sergio Angelo Notti e interpretata dagli attori Monica
Massone e Gianni Masella, con regia collettiva.
Lo spettacolo muove dal centenario dell'assassinio di Giacomo Matteotti, figura
cardine della storia politica italiana, e si propone come un atto di Teatro di
Narrazione Civile, che scava nella memoria, nella verità storica e nell’eredità
morale di un uomo che pagò con la vita la sua lotta contro la violenza e il
sopruso.
106 Garofani Rossi prende il titolo dai 106 interventi parlamentari che Matteotti
pronunciò prima di essere barbaramente ucciso. La pièce ribalta il punto di vista
tradizionale e si apre con un fatto di cronaca del 1967: la morte accidentale di
Amerigo Dumini, capo del gruppo che sequestrò e assassinò Matteotti il 10
giugno 1924. Da qui si dipana un racconto che intreccia passato e presente,
memoria privata e memoria collettiva.
Il lavoro teatrale indaga un Matteotti intimo e quotidiano, emerso dalla
corrispondenza con la moglie Velia Titta, restituendo un’umanità autentica,
lontana da retorica e sentimentalismi. La scena è essenziale, priva di
compiacimenti visivi, e affida alla parola – e ai rumori della vita – la costruzione
della tensione drammatica.

Il Narratore, interpretato da Gianni Masella, evoca i protagonisti e li porta in
scena come apparizioni della memoria. Monica Massone dà voce e corpo a
Velia, la cui dignità e fierezza emergono con forza soprattutto nel confronto
simbolico, ma realmente avvenuto, con Benito Mussolini, che il 3 gennaio 1925 si
assunse la “responsabilità politica, morale e storica” del delitto.
Masella interpreta inoltre Dumini, Volpi e altre figure coinvolte nell’omicidio, in un
ritmo narrativo serrato e di ispirazione cinematografica.
La principale originalità dello spettacolo è data dal fatto che la presenza di
Giacomo Matteotti non è affidata ad un interprete fisico, bensì evocata attraverso
il contrappunto drammaturgico offerto dalle voci di Velia e dai personaggi che
incarnano Mussolini, Dumini e i loro complici.
Nota biografica degli interpreti
Monica Massone, attrice, autrice e direttrice artistica, attiva professionalmente
nel settore teatrale dal 1999 e con collaborazioni con registi e formatori di fama
nazionale e internazionale, torna con grande piacere a Napoli con 106 Garofani
Rossi – Velia e Giacomo, l’Antifascista, proseguendo un percorso artistico
dedicato anche al Teatro Civile e alla valorizzazione della memoria storica
attraverso la scena.
Gianni Masella, attore e narratore, collabora da anni con diverse realtà teatrali
italiane, tra cui il Teatro della Tosse di Genova e il Teatro Sociale di Camogli,
distinguendosi per un lavoro attento sulla parola, sulla costruzione del ritmo e
sulla restituzione scenica dei personaggi storici e contemporanei.
Un teatro che parla al presente
La figura di Matteotti, oggi più che mai, risuona con una straordinaria attualità: la
sua determinazione a non cedere alla violenza, la sua difesa della libertà e della
legalità, la sua denuncia del sopruso restano un monito e un’eredità politica
imprescindibile.
Come ricordava lo stesso Matteotti: «Il fascismo non è un’opinione: è un
crimine.»
Il Teatro ZTN
Il Teatro ZTN è uno spazio culturale indipendente situato nel cuore di Napoli, nel
quartiere Centro Storico, a pochi passi da via Foria e facilmente raggiungibile sia
con i mezzi pubblici sia a piedi dalle principali arterie cittadine. Un luogo di
ricerca, sperimentazione e accoglienza, dedicato alle nuove drammaturgie e al
teatro contemporaneo.

Date, luogo e prenotazioni
Sabato 24 gennaio 2025 – ore 21.00
Domenica 25 gennaio 2025 – ore 18.00
Teatro ZTN, Napoli
INFO E PRENOTAZIONI: 351 9102405 (anche WhatsApp)

Quanto é ancora attuale, o urgente, parlare di Matteotti?
A cento anni dalla sua morte (1924), la salvaguardia della democrazia richiede la conservazione della memoria del coraggio con cui Giacomo Matteotti denunciò i brogli elettorali e la corruzione del governo Mussolini. La figura di Matteotti, come uomo e come politico, mantiene una forte attualità anche nel 2026: il suo rapimento e il suo assassinio segnarono l’inizio della fase di massima violenza della futura dittatura fascista e la cancellazione della democrazia parlamentare. Oggi, più che mai, il suo esempio rappresenta un richiamo alla difesa dei valori democratici e alla tutela del dettato costituzionale di fronte a forme di neoautoritarismo fondate sulla corruzione e sull’abuso di potere.
Matteotti è un simbolo dell’antifascismo e della libertà. Le commemorazioni del centenario hanno prodotto un rinnovamento dell’interesse pubblico, mantenendo vivo il dibattito e ricordando l’importanza delle lezioni della storia per la democrazia. La sua figura rimane un pilastro dell’identità civile e politica del Paese, un riferimento che non può essere ignorato né rimosso dalla memoria collettiva.
La situazione attuale (pensiamo al crollo della libertà di stampa) fa pensare ad un ritorno delle “veline” dettate dal governo di Mussolini?
Il dibattito sul rapporto tra politica ed editoria, sulla libertà di stampa e sulla crisi della carta stampata è oggi più attuale che mai. Se paragonare una parte della stampa compiacente verso l’attuale governo alle “veline” del periodo fascista sarebbe improprio, è però evidente che il contesto contemporaneo presenta nuove forme di vulnerabilità. Il mondo dell’informazione è radicalmente cambiato: oggi il pericolo si annida soprattutto nelle dinamiche dei social network, dove la disinformazione non ha più bisogno di un Ministero incaricato della produzione di “fake news”. Per diffondere insicurezza, polarizzazione e paura del diverso è sufficiente alimentare alcuni fattori strutturali e psicologici che aumentano la vulnerabilità collettiva.
Questo fenomeno è aggravato da un dato ormai consolidato: i livelli di analfabetismo funzionale in Italia (2025/2026) indicano che circa un adulto su tre fatica nella comprensione, nella valutazione e nella sintesi di testi complessi. In un simile contesto diventa sempre più difficile distinguere un articolo di approfondimento da un “post” costruito per il sensazionalismo.
Le “nuove veline” sono oggi le notizie consumate in pillole su piattaforme come TikTok o Instagram, dove spesso ci si ferma al titolo senza alcuna verifica della fonte o della data di pubblicazione. Il risultato è una distorsione della percezione della realtà, con un indebolimento progressivo del dibattito democratico. Non va infine dimenticato che il nostro Paese, per quanto riguarda la libertà di stampa, secondo il report 2025 di Reporters Sans Frontières, si colloca al 49° posto nel mondo: un dato che richiama alla necessità di una difesa costante degli strumenti della democrazia.
Come nasce la vostra compagnia?
La compagnia prende le mosse da me, Monica Massone, che comincio a lavorare come attrice nel 1999. Nei primi anni mi formo in arte drammatica e lavoro come attrice di prosa, poi nel 2008-2009, proprio durante la grande Crisi Economica, decido di mettermi in proprio: apro partita IVA e inizio a produrre spettacoli in autonomia, non solo di prosa ma anche di teatro ragazzi, teatro suola e teatro fisico. Così facendo divento anche autrice, regista, direttrice artistica e un’operatrice teatrale completa, trasformando una difficoltà in un’opportunità. E così, la nostra compagnia nasce proprio dalla mia volontà di reinventarmi e di abbracciare ogni aspetto del teatro.
E’ la prima volta a Napoli? Avete già visitato la nostra città?
Quizzy Teatro ha già calcato più volte le scene partenopee, sempre con produzioni di dramma e di storia, consolidando un dialogo vivo con il pubblico della città. Per la compagnia, la “piazza” di Napoli non rappresenta soltanto uno spazio fisico, ma un archetipo culturale e una vera prova del fuoco professionale. Eduardo De Filippo ricordava che Napoli è un teatro antico, sempre aperto, un luogo in cui la recitazione appartiene alla vita quotidiana e alla sua energia collettiva.
Affrontare la piazza napoletana significa misurarsi con una città che è, al tempo stesso, palcoscenico e mise en scène permanente. Per noi attori questo comporta il superamento della “quarta parete”, perché a Napoli la distinzione tra interprete e spettatore è storicamente fragile. Il pubblico non assume mai una posizione di passività: interviene, partecipa, promuove! Per una compagnia, tutto ciò richiede una capacità sensoriale ed emotiva di rara intensità.
Nel gergo teatrale, affermare che uno spettacolo “tiene la piazza” a Napoli equivale al massimo riconoscimento di autenticità. Per Quizzy, ogni ritorno in questa città rappresenta un confronto con una tradizione viva e con una comunità che fa del teatro una forma di identità condivisa.
5. Che clima si respira ad Alessandria, e in generale in Piemonte, in questi anni? Dal punto di vista teatrale com’è il panorama alessandrino?
Alessandria, e più in generale il Piemonte del 2026, attraversa una fase culturale complessa, segnata da resistenza e trasformazione. Negli ultimi anni la regione ha registrato una crescita costante nella partecipazione agli spettacoli dal vivo, un segnale che alimenta un clima di ottimismo pragmatico.
Il territorio sta vivendo un progressivo superamento del tradizionale Torinocentrismo: aree come il Monferrato, le Langhe e la nostra città, Alessandria, stanno attirando un pubblico sempre più extraregionale. La Regione Piemonte, attraverso il Programma Triennale 2025-2027, tenta di contrastare le disuguaglianze sociali tramite il sostegno alla cultura, al teatro e ai poli museali, un’operazione che non sempre produce risultati pienamente soddisfacenti.
La nostra città non ha mai rappresentato una piazza “pigra”. Il panorama ufficiale propone un equilibrio tra i grandi nomi del circuito nazionale e le realtà locali qualificate; parallelamente convivono altre realtà professionali, più di nicchia, che perseguono con forza e passione la ricerca e la sperimentazione. In forte aumento anche le scuole di recitazione.
Alessandria è uno dei nodi della rete regionale Piemonte dal Vivo. Questo garantisce standard produttivi di buona qualità e consente agli spettatori di accedere a riduzioni e abbonamenti integrati che includono altre piazze piemontesi, creando un vero circuito capace di favorire la mobilità del pubblico.
Se per la piazza di Napoli possiamo evocare la “verità viscerale”, la piazza di Alessandria oggi incarna la tenacia della provincia. Il nostro è un pubblico esigente ma fedele, che sta riscoprendo il teatro come spazio di incontro, in una città che può apparire silenziosa, ma che sotto traccia lavora intensamente sulla memoria e sull’identità.
6.Prossimi progetti? Qualcosa in cantiere?
Nella ricerca artistica di Quizzy Teatro si prosegue l’indagine sui meccanismi che modellano la storia, approfondendo spettacoli e tematiche di Impegno Civile. Parallelamente si coltiva un interesse vivo per un’esplorazione dell’individualità umana, dell’emotività e della spiritualità, in relazione alle dinamiche sociali, all’ambiente e al contesto storico. Un percorso che unisce l’attenzione per la memoria collettiva a uno sguardo profondo sull’interiorità e sulle connessioni che definiscono l’esperienza umana.
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