Gennaro Apicella, modello per “Addosso”
“Il nudo maschile non é ancora sdoganato”

 

Abbiamo intervistato Gennaro Apicella, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?
Buongiorno, raccontare il mio percorso professionale? Non sono stato un ragazzo come quelli di oggi, mi spiego, già a 16 anni, sapevo che la mia strada si stava incanalando in questo settore, certo, non come poi si è sviluppato, ma una cosa del genere. I computer e la grafica mi hanno sempre affascinato. Ho iniziato in una copisteria, fotocopie e tesi di laurea, nei pressi della Facoltà di Architettura di Napoli, poi, ho avuto modo di fare un’esperienza che mi ha cambiato la vita, ho lavorato in un’agenzia pseudo grafica, non come quelle di oggi, stiamo parlando del 1991. Qualche anno, tanta pratica sui primi Mac, poi una breve pausa militare, ed al ritorno, sono stato catapultato, grazie ad Angelo, uno dei miei “maestri”, un uomo dall’apparenza burbero, ma con un grandissimo cuore, che mi ha portato con se nel mondo dei quotidiani, allora ero solo un ventenne. Ho iniziato a capire e ad amare il mondo delle redazioni che, tutt’ora, amo ancora, anche se non sono più quelle di una volta. Da quel momento, fino ad oggi si può dire, ho girato per tanti quotidiani, imparando il mestiere e le persone. Sono pure riuscito a prendere il tesserino di pubblicista. Per fortuna ho avuto sempre tanti buoni e bravissimi colleghi, da cui ho potuto “rubare” un po’ di mestiere, ed oggi, ho una credibilità ed una professionalità, che, ho guadagnato con il duro lavoro. Sono un grafico, ma so anche “un po’ scrivere”, il grafico è un mestiere bellissimo, ti permette di esprimere la libertà, è non è da poco, ma scrivere ancora di più. Insomma, a 50 anni sto ancora imparando, non si finisce mai.
Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?
Tantissimo, non è un luogo comune, ma essere napoletano è un qualcosa in più, riconosciuta in tutto il mondo, e questo non lo dico io. Si vede e si sente dalle piccole cose, abbiamo un modo tutto nostro di approcciare le cose e le situazioni, forse perché, per la situazione politica, di organizzazione e di difficoltà che viviamo quotidianamente, abbiamo avuto sempre la necessità di avere delle alternative alle cose, un “problem solving” per intenderci, e quindi, pensare come risolvere situazioni in modi diversi. E questa cosa, anche nella creatività conta, non ci fermiamo subito, ma pensiamo a cose inaspettate, che a volte, sbalordiscono, anche noi stessi.
Quando lavoravo a Roma, al Corriere dello Sport, i colleghi giornalisti, mi dicevano sempre questa cosa, Gennarino (cosi mi chiamavano) tu hai una marcia in più! Questa cosa mi ha fatto sempre piacere, visto che il napoletano non è mai stato visto bene dal di fuori, ma poi, come accade sempre, conoscendoci, si ricredono.
C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Sono molto disponibile, e questo a volte non è compreso. È nel mio DNA, cerco sempre di accontentare tutti, perché è bello essere utile, però, poi, c’è chi se ne approfitta, è questo non è bello. Dico sempre, il computer da solo non fa nulla, ci vuole sempre qualcuno dietro che lo manovra. A buon intenditor poche parole.
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà.  Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Nessun imbarazzo, l’omofobia è il male del XX secolo, se ne parla e riparla, ma gratta gratta, tutti sono un po’ omofobi nel profondo. Il mio pensiero è semplice, sei bianco, nero, giallo, cattolico, ebreo, protestante, mussulmano, etero, gay, bisex, ecco, non importa, la cosa che a me interessa è che devi essere una brava persona, tutto il resto non lo guardo e non mi interessa, la libertà è una cosa importante che non tutti recepiscono.
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?
Si, la società è Maschile, quindi, se ci sono nudi femminili tutto va bene, ma se poi, è maschile, ci sono dei problemi. Non siamo ancora pronti, per questa sdoganatura, ma qualcosa si muove. Piano piano, ma si muove…
Sam Valenti
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