Abbiamo intervistato Federica Grimaldi, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare davanti all’obiettivo di Carlo Porrini per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di due anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso la “modella per un giorno”.
Come ti presenteresti ai nostri lettori che non ti conoscessero? Che spettacoli stai allestendo in questo periodo?
Sono Federica Grimaldi, attrice, voice off/over. Sono anche una madre di uno splendido ragazzino di quasi 12 anni, Giulio.
Attualmente sono impegnata oltre che con lavori voice (l ultimo in onda su Real Time con la mia voce protagonista di una serie chiamata ” vita da influencer”), con una rivisitazione delle opere di Karl Valentin presso il TIN Teatro instabile di Napoli di Gianni Sallustro. Lo spettacolo ” Caffè Valentin” sarà in scena il 1 e il 2 marzo. A maggio, invece, sarò nella commedia rivisitata di Paolo Caiazzo, “Separati ma non troppo” presso il Teatro il Principe di Michele Principe
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
La mia opinione sulla libertà d’espressione in Italia? Siamo ancora lontanissimi dall’essere liberi…ma se la critica viene da “un Salvini” che tanto oltraggiò i napoletani per poi cercare di comprarli per i voti, capite bene che l’offesa è nulla se chi offende vale zero.
Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?
Nel 2025 penso spesso che in talune situazioni siamo ancora enormemente arretrati…sì il Vaticano ha ancora molto potere in politica…qualcosa è cambiato…ma è veramente poco.
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nuda. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo?
In realtà, sarebbe da ipocriti dire il contrario, ogni attore ha in se una forma di ego e di esibizionismo tale da godere degli occhi altrui sul proprio corpo, ma non tutti, amiamo il nostro corpo nella completa nudità…ognuno ha le proprie resistenze. Io ne ho molte certamente, specie a 46 anni quasi, ma questa esperienza l’ho accolta in modo positivo e come segnale di crescita interiore. ” Indossare” il nome di chi ha perso la vita senza potersi preoccupare di morire coperta…o se l’avessero vista tutti nelle sue rotondità…con la cellulite ecc…mi ha fatto ben intendere che nasciamo nudi…la società ci ha ” vestiti” di dogmi e moriamo come siamo nati…o almeno ritorniamo nudi, quindi un’esperienza molto forte, ma accrescitiva.
Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?
Il nudo artistico, quale è stato anche il nostro, se ben curato dalla fotografia evitando pose compromettenti e volgari (altrimenti pur non avendo nulla contro, diventerebbe porno)…diventa una vera opera d’arte. I contesti del nudo artistico che più amo, sono infatti, in ambito fotografico, pittorico e scultoreo…i corpi sono di per sé opere d’arte sotto qualsiasi aspetto o forma…Li amo fotografati o dipinti, poiché è possibile contemplare ciò che si ha davanti …non denigro il nudo nei film o al teatro, ma quando c’è un senso logico alla scena…una motivazione che mi spinga a pensare che diversamente, il lavoro avrebbe perso spessore… Diversamente il nudo a tutti i costi non lo ritengo una forma sempre efficacemente comunicativa e che arriva… potrebbe anzi distrarre dall’intento originario del lavoro.
Sam Valenti

