Da oltre quarant’anni di attività sulle scene dell’arte della fotografia, Giovanni Gastel, fotografo milanese, con il suo sguardo sensibile realizza veri e propri capolavori. Le sue fotografie non raccontano solo la moda, l’arte, lo still life o il ritratto, bensì un lavoro introspettivo in continua evoluzione e al passo coi tempi. Davanti alle sue opere non si può non rimanere estasiati, per il suo modo autentico e creativo che lui ha di osservare il mondo che lo circonda.
Noi di Corriere Spettacolo, abbiamo avuto il piacere di parlare con il maestro Giovanni Gastel della sua lunga e prestigiosa carriera.

Qual è il primo ricordo di Giovanni Gastel legato alla fotografia?

Il mio primo ricordo “serio” legato alla fotografia si ricollega ad un episodio sul Lago di Como, quando un mio amico mi chiese di fargli dei ritratti. All’epoca avevo 15 anni e lui mi diede per le foto 20 mila lire. Stupito andai da mia madre per chiedere se fosse stata lei a dargli i soldi, ma con mia grande sorpresa, lei mi disse di no. Lì capii che, se c’era qualcuno disposto a pagarmi…, allora ero proprio diventato un professionista… e così feci il mio ingresso nel mondo professionale.

Come può un’immagine diventare poesia?

Quando allude al reale, ma lo trasferisce in un mondo parallelo. Io vivo nel mio mondo immaginario, prendo pezzi di realtà e li trasferisco lì.

Che consiglio darebbe, a chi decide di intraprendere il mestiere di fotografo?

Direi di lavorare sulla propria estetica personale. Ognuno è un essere unico al mondo. C’è già una distonia in origine ed, attraverso un processo analitico, ciascuno può trovare le proprie differenze. Bisogna focalizzarsi sulla percentuale di diversità di ciascuno.

Com’è nato il progetto “The people I Like”?

E’nato dalla richiesta della mia amica Giovanna Melandri che aveva il desiderio di ospitare una mia mostra al Maxxi di Roma…. Una mostra “unica”. Ci siamo quindi orientati sul “ritratto” che non aveva mai avuto uno svolgimento unitario. Non mi ero mai dedicato a questo tipo di forma artistica. In effetti, ci ho lavorato molto solo negli ultimi anni quando sono passato al digitale …..

Cos’è l’entusiasmo per lei?

Per essere entusiasta è necessario cancellare il passato e non sperare molto nel futuro. La possibilità che ti si presenta oggi diventa la sola importante e genera entusiasmo… Bisogna cercare di fare la più bella cosa possibile oggi. L’annullamento del tempo è fondamentale. Come diceva Sant’Agostino: “Vivo con lo slancio del primo giorno e la consapevolezza dell’ultimo” (cit. Sant’Agostino: “Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l’ultimo”).

Quali sono i suoi prossimi progetti futuri?

Il più compiuto ed imminente è l’uscita di un libro sulle Madonne Barocche.

Giovanni Gastel è un artista che ha lavorato per le più famose case di moda italiane e marchi internazionali, ha conquistato il successo grazie alla raffinatezza del non ovvio, alla ricercatezza dei dettagli. Ci fa viaggiare attraverso la sua arte, in un mondo immaginario, nella fantasia che spiega la realtà e quando ci parla del lavoro di fotografo, consiglia di sfruttare la nostra unicità e le nostre diversità per fare la differenza. La bravura del Gastel si evince non solo dalle sue evidenti doti artistiche, ma dalla sua empatia con il soggetto fotografato, e dalla sua umanità e umiltà nel raccontarsi. Lavorare attraverso l’arte e viverci non è semplice, ma ascoltando i consigli che Giovanni Gastel ci ha suggerito, possiamo trovare la chiave di lettura della nostra visione.

Maria Grazia Scrima