Davide Viscusi nudo ne “Le vittime di Dio”
“Per le giuste cause vado oltre la mia timidezza”

Abbiamo intervistato Davide Viscusi, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come ti presenteresi ai nostri lettori che non ti conoscessero? 

Mi definirei un ragazzo come tanti, ma molto curioso. Un ragazzo alla costante ricerca della vera spiritualità, della saggezza e della crescita personale.

Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?

Ho partecipato con piacere a “Le vittime di Dio”, nonostante io sia una persona estremamente riservata nelle circostanze di “nudo” e “intimità”.
La libertà d’espressione è un argomento a cui tengo molto, ad oggi ne viene comunemente abusato il termine, ma poco attuato a livello pratico (come del resto, succede in molti  altri contesti).
In teoria sarebbe un diritto fondamentale riconosciuto negli ordinamenti democratici di tipo occidentale, ma, secondo il mio modesto parere, in Italia specialmente siamo ancora radicati a vecchi concetti ancestrali…
Comunque è anche vero che non esista neanche una giusta misura : o non ci si può esprimere al di fuori di criteri prestabiliti a livello sociale e considerati “tradizionali” e quindi “normali”, oppure si va fuori da ogni “controllo” abusando, come dicevo, del termine “libertà di espressione”, ma andando completamente fuori argomento. Il mondo dei social ne è colmo di esempi.

Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?

Nonostante ormai ci siano, degli ipocriti rapporti civili fra le nazioni mondiali credo che, il Vaticano eserciti un potere economico, politico e socio-culturale in primis in Italia, poi in Europa e nel resto del mondo.
Avrà sempre un peso non indifferente nella cultura di massa a livello globale, nonché una carismatica valenza nel grado religioso.

Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?

Come già detto sono molto riservato, tendo a non andare neanche al mare, però ci tenevo a questo progetto.
Stimo molto Antonio Mocciola e la sua arte, credo nel vero concetto di “libera espressione” e sono uno studioso, da molti anni, di esoterismo, alchimia e misticismo.
Nel corso dei secoli sono morte ingiustamente tantissime persone ed ho a cuore l’argomento che conosco molto bene.
Per non parlare, poi, dei miei innumerevoli tatuaggi ermetici, esoterici che “raccontano” di me, delle mie credenze e dei miei studi a chi li sa interpretare, calzando alla perfezione con la mostra del nudo in questione.
Inoltre, Antonio, ha saputo mettermi a mio agio rispettando me, i miei spazi e i miei “limiti”…

Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?

Credo che, il nudo artistico se non volgare e troppo esplicito, possa giocare un ruolo fondamentale come vettore di messaggi.
Innesca dei meccanismi psicologici ed emotivi nelle persone e preme direttamente nell’inconscio andando a scardinare il pudore insorto da secoli nella socializzazione.
Secondo me, usato correttamente, potrebbe essere un’ottima leva.

Pensi di ripetere l’esperienza, magari in altre situazioni (cinema o teatro, o magari altri progetti fotografici)?

Certo, mi farebbe piacere, soprattutto trattando gli argomenti citati, perché (tatuaggi a parte), sono il mio pane quotidiano e anche l’ispirazione delle mie opere.

Sam Valenti

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