Abbiamo intervistato l’attore Carlo Damasco, per fare il punto sulla sua carriera e sul suo percorso artistico.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso artistico che ti ha portato a riconoscimenti sempre più importanti?
Dopo un lungo percorso teatrale cominciato nel 1984 durante il quale ho lavorato e imparato dalle nuove realtà di ricerca teatrale campane , ho cominciato a lavorare in Televisione in varie fiction tra le quali Un posto al sole e la squadra. Nel 2001 ho girato il mio primo cortometraggio che ha vinto numerosi premi all’estero e in Italia come miglior corto, dal New York film festival, all’Iran e Argentina e unico italiano selezionato al festival di Venezia. Dopo due edizioni del festival internazionale “I corti dal mondo ” ideato e diretto da me, nel 2008 ho dovuto interrompere a causa di una lunga malattia che mi ha tenuto lontano da qualsiasi attività. Nel 2017 ho ripreso l’attività girando vari documentari in Iran, Italia e Marocco e altri cortometraggi. Contemporaneamente ho insegnato lingue e letterature straniere nelle scuole pubbliche.
Sei fortemente radicato al tuo territorio, Napoli? A che punto è la situazione in città dal punto di vista culturale? Essere napoletani é una marcia in più, in campo artistico?
Il mio distacco dalle realtà artistiche napoletane, soprattutto teatrali, è avvenuto molti anni fa. Essere napoletani oggi può essere un vantaggio SOLO se fai quello che il pubblico italiano vuole.
C’è qualcosa del tuo percorso artistico che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Non sarei dovuto ritornare dal Marocco dove insegnavo all’Accademia d’arte drammatica e facevo spettacoli con attori favolosi anche cresciuti con me.
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Non ho mai avuto modo di vedere il libro finito. Nessun imbarazzo. Alla mia età non si può che accettare in quanto tale, il proprio corpo.
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?
Il nudo maschile a teatro o al cinema fa pubblico quindi è totalmente accettato e voluto da registi spesso a corto di idee.
Sam Valenti

