Abbiamo intervistato Costantino Punzo, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”, per l’obiettivo di Carlo Porrini. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come ti presenteresti ai nostri lettori che non ti conoscessero?
Sono un nonno di settant’anni con tante esperienze alle spalle che mi hanno fortificato non poco nei confronti delle avversità della vita le quali, sono sempre dietro l’angolo. La mia lunga attività teatrale e lavorativa, mi ha dato la possibilità di conoscere una infinità di persone che, nel bene e nel male, hanno arricchito la mia vita formando il mio carattere sempre aperto verso gli altri, fiducioso, disponibile, pronto all’aiuto, senza mai perdere l’ironia, e soprattutto sempre con la battuta pronta ed il sorriso.
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
Purtroppo il nostro paese si porta dietro, da sempre, una “democrazia” molto cattolica-borghese, la presenza del Vaticano sul nostro territorio ha influito ed ancora influisce tantissimo sul nostro sistema politico sociale, creando dei falsi moralismi e moralisti, soprattutto nella classe politica dell’ultimo ventennio , determinando, sotto ogni profilo societario, politico, professionale, di costume, ecc., una vera e propria jattura per l’intera nazione.
Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?
Beh credo che, non avendo letto prima questa domanda, la risposta l’abbia già data.
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?
Ritenendo interessante il progetto del mio amico Antonio Mocciola, che stimo tantissimo come persona, scrittore ed artista a tutto tondo, ed avendo visto ed apprezzato già il suo primo lavoro grafico sul tema, ho subito accettato il suo invito senza alcuna titubanza o ripensamento; poiché oltre a ritenere le nudità dei corpi fotografati un importante e scioccante (nel senso buono del termine) mezzo per attirare l’attenzione su una tematica così forte e così volutamente nascosta alle masse per secoli, ho ritenuto anche gli scatti fotografici effettuati come scatti artistici e non volgari. Di certo mi ha aiutato anche il rapporto che ho e che ho avuto con il mio corpo col quale da sempre, sin da ragazzo, mi sono sentito libero di potermi esprimere come meglio credevo, apprezzando tanto il naturismo soprattutto quando è stato possibile creare una magica simbiosi tra luoghi incontaminati della natura ed il proprio corpo nudo. Cosa di cui, al di là di ogni moralismo, credo che tutti desiderino realizzare almeno una volta nella propria vita. Luoghi purtroppo oggi sempre più rari e difficili da incontrare.
Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?
Il nudo artistico non è una “invenzione” recente, già i nostri padri greci, latini, sino ai pittori dei giorni nostri, amavano il nudo artistico; pertanto se il corpo nudo di qualsiasi soggetto (tranne i minori ovviamente per il fatto che non sono loro a decidere ma sarebbero gli altri a decidere per loro) meravigliosamente ritratto e/o fotografato riesca ad esprimere un valido e sano messaggio sociale e, perché no, anche pubblicitario, ben venga.
Sam Valenti

