E’ una delle più autorevoli voci radiofoniche campane, ma nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”, Ivan Scudieri.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso prof?
Ho due vite professionali distinte, in quella da “giovane”, animatore, dj, vocalist, regista radiofonico e poi conduttore, in quella da “grande” manager d’azienda, giornalista di AreaNapoli.it e editore del portale podcastbook.it
Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?
Ho provato a valorizzare le caratteristiche “positive” della napoletanità, l’empatia, il rispetto, la generosità, la disponibilità e la comunicazione che ha in molti ambiti “accorciato le distanze” dai miei interlocutori, soprattutto nel lavoro manageriale. Allo stesso tempo ho dovuto fortemente rimandare al mittente i soliti “pregiudizi” dovuti a quell’altra faccia della napoletanità che disprezzo e di cui mi vergogno, fatta per lo più di arroganza e maleducazione.
C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Rifarei tutto, quello che sono oggi è il risultato delle cose buone e degli errori commessi, sembra un luogo comune ma non lo è. Non so cosa non sia stato compreso, ma di certo la mia scarsa attitudine alla mondanità, a fare l’amico di tutti per ricevere un tornaconto personale, mi hanno condizionato nella possibilità di fare qualche esperienza diversa nel mondo dell’intrattenimento.
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Ho abbracciato con sana curiosità la proposta di Antonio Mocciola perché credo che combattere l’omofobia sia un dovere civico di ogni cittadino, l’orientamento sessuale di una persona non dovrebbe importare a nessuno, perché ognuno deve poter sentirsi libero di vivere in libertà la propria sessualità. Ho un pessimo rapporto con il mio corpo, ma non ho provato alcun imbarazzo, ho posato nudo con orgoglio, consapevole che sarebbe stato un piccolo contributo ma “tangibile” per sostenere la causa.
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?
Si, credo che il retaggio cristiano cattolico non favorisca l’accettazione del nudo maschile in Italia, e purtroppo non credo che ci sia davvero la voglia di cambiare questa mentalità retrograda e obsoleta.
Sam Valenti

