Amedeo Ambrosino nel ricordo di “Addosso”
“Il teatro é come andare nudi per strada”

 Abbiamo intervistato il talentuoso attore partenopeo Amedeo Ambrosino, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso artistico di attore?

Il mio percorso artistico inizia nel 1998. Ma la passione scatta dopo aver letto l’autobiografia di Marlon Brando due o tre anni prima. Rimasi affascinato dal qual mondo. Così dopo il diploma mi iscrissi all’Università dello Spettacolo .

Un’accademia molto valida che purtroppo non c’è più. Dove hanno insegnato Antonio Casalgrande, Antonio Ferrante, Peppe Sollazzo e Mario Sant’Elia.

Ma se devo dire un incontro che mi ha cambiato la vita è stato nel 2000 con Vittorio Lucariello, padre del Teatro della Postavanguardia napoletana. Con lui ho collaborato fino a due o tre anni prima del Covid .

Ma sono tante le persone a cui devo molto, da Peppe Celentano a Gabriella Cerino fino alla collaborazione con un grande Maestro come Armando Chartier che per competenze musicali é veramente un grande artista.

Sei fortemente radicato al territorio, Napoli. A che punto è la situazione in città dal punto di vista culturale? Essere napoletani é una marcia in più per questo mestiere?

Penso che chi ha talento ha una marcia in più al di là della regione di appartenenza. A me piacerebbe andare oltre e proporre un teatro più universale. Ma purtroppo a Napoli siamo rimasti alle versione televisiva degli anni 70 di Natale in Casa Cupiello.

C’è qualcosa del tuo percorso artistico che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?

Rifarei tutto. Ho avuto la fortuna di fare quello che mi piaceva a mi piace. Non ho mai cercato la comprensione o di entrare in circuiti commerciali che non mi appartenevano.

La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?

Posare nudo contro l’omofobia per il progetto Addosso non mi ha portato nessun imbarazzo. Anzi ringrazio l’amico Antonio Mocciola per avermi coinvolto. Il fatto strano e anche un po’ brutto é dover lottare ancora per le varie libertà
Con il mio corpo ho un rapporto bellissimo, che cos’è infondo il Teatro: Andare nudi per strada.

Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile? 
Il nudo maschile viene visto un po’ male  Ma diciamo la verità non provoca più. Basta andate sui social e c’è una continua esposizione di sé stessi.
Sam Valenti
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