Emmanuel Gargano, Federico in “Sott’acqua”
“Porterò nel film qualcosa di me”

 

Emmanuel Gargano, diciottenne napoletano, sarà tra i protagonisti di “Sott’acqua”, un cortometraggio di Antonio Mocciola con la regia di Luca Petrucci che si girerà il prossimo mese di settembre. Abbiamo intervistato il giovanissimo attore, al suo esordio sul grande schermo come protagonista.

“Sott’acqua” affronta vari temi, tra cui il bullismo, i rapporti con il proprio corpo, la paternità e la maternità, la disabilità, l’omosessualità, il machismo tossico, la corruzione ma anche la solidarietà, l’empatia, il riscatto sociale. Che tipo di infanzia e adolescenza ha avuto?

La mia infanzia, nonostante alcuni eventi negativi che l’hanno segnata (la morte di mio padre, bullismo durante i primi anni delle medie), è stata un’infanzia molto solare; nonostante sia cresciuto in un ambiente periferico di Napoli, ho sempre avuto attorno a me persone e atmosfere positive a cui sono eternamente riconoscente nel bene e nel male poiché senza non sarei il ragazzo che sono oggi.
Come si è approcciato al mondo dello spettacolo?
Ho sempre amato l’idea di entrare a far parte di questo mondo, l’idea di poter raccontare ed esprimere qualcosa entrando nei panni di un personaggio mi ha sempre affascinato.
Il mio primo approccio con il mondo della recitazione l’ho avuto con uno spettacolo grazie all’incontro con l’attrice e regista Daniela De Luca ch’era colei che dirigeva lo spettacolo e mi scelse per interpretare il ruolo del brigadiere nella commedia “La fortuna con la F maiuscola” approcciandomi poi allo studio insieme a lei ma fermandomi per l’impossibilità di arrivare nel luogo dove si tenevano le lezioni.

Con quali sensazioni si avvicina al ciak del 9 settembre?

Sono sicuramente molto emozionato e onorato di lavorare a questo corto e non vedo l’ora di interpretare Federico.
È un personaggio estremamente importante all’interno della trama, dalla personalità molto forte e questa cosa mi dà una carica enorme!
Ci racconta il suo ruolo all’interno di “Sott’acqua”? Quanto c’è di Federico in Emmanuel?
Federico è il figlio del protagonista. È un personaggio molto profondo, nascosto dietro una corazza con la quale poi mette in mostra la sua vena altezzosa, spocchiosa, da essere superiore agli altri suoi coetanei; in fin dei conti però è solo una corazza, lui dimostrerà debolezze e dolori molto radicati, proprio come il resto dei ragazzi all’interno della casa-famiglia.
Federico mi ricorda molto il me dodicenne dopo il lutto di mio padre.  Questa rabbia repressa con il mondo e ciò che lo circonda, il suo modo di nascondersi dietro degli atteggiamenti alteri, mi ricorda il me di 6/7 anni fa.
Nel film ci sono per lei scene molto forti, molto fisiche, in cui il corpo diventa spesso oggetto di scherno o di bullismo. Come si prepara a questo tipo di lavoro e che rapporto ha col suo corpo?
C’è sicuramente uno studio del personaggio molto approfondito, di ogni sua sfaccettatura.
Conosco molto bene il mio corpo, mi ha sempre affascinato la conoscenza approfondita di esso ed è secondo me fondamentale per la recitazione.

Che progetti ha per la prossima stagione artistica e qual è stato fin ora il suo percorso in questo campo?

Oltre allo spettacolo, con Daniela De Luca ho preso parte al documentario “La storia di Cristina” riguardante la violenza sulle donne dove interpretavo il figlio della vittima, ho preso parte al corto di studio “Tagliare il filo” interpretando il ruolo del protagonista “Lorenzo”
Per il futuro sono pronto ad approcciarmi di nuovo allo studio da ottobre e sono pronto a partecipare a casting e tutto ciò che riguarda il mondo del cinema perché voglio che diventi il mio lavoro.
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