“Drag Italia, Storie e sogni di ieri e di oggi”, un viaggio attraverso il mondo drag, tra storia, sviluppo, cultura, arte e personaggi di riferimento.
“Drag Italia, Storie e sogni di ieri e di oggi” è il volume di Stefano Mastropaolo pubblicato da 24ore Cultura che omaggia il mondo drag.
Il volume inizia raccontando l’origine di questo fenomeno, prendendo la rincorsa da tempi non sospetti in cui i primi passi furono mossi.
Primi esempi di drag li abbiamo dal teatro elisabettiamo, passando per quello Kabuki in Oriente, come tipica forma d’arte.
Un uomo indossava panni femminili enfatizzando connotati e movenze tipiche di una donna, con l’aiuto di abiti e parrucche.
Una forma di intrattenimento principalmente, un primissimo passo che però, nel tempo, ha preso dei connotati ben differenti.
Nonostante ancora oggi, la drag sia vista come una figura divertente ed ironia, ideale per feste e simpatici siparietti, è in realtà molto altro.
Mastropaolo analizza bene infatti tutto quello che può rappresentare una drag queen, un concetto che è molto presente dietro lo sfarzo.
Una figura così iconica infatti viene spesso utilizzata anche come ariete per far sentire la voce di una comunità ancora troppo poco ascoltata.
Un personaggio variopinto, visibile, d’impatto, ha potere di lanciare un messaggio di fratellanza, condivisione, integrazione molto importante.
Ed è infatti anche nel passato che molti episodi di coraggio e cambiamento hanno visto le drag come punti di riferimento.
Da Stonewall in poi, la comunità LGBTQIA+ ha infatti dato forma ad una protesta costante semplicemente per il diritto ad amare.
“Drag Italia” racconta questa controversa figura secondo ogni tipo di sfaccettatura, dalla storia allo sviluppo, dallo sfarzo alla serietà.
Il libro attraversa il tempo partendo dal passato, ma focalizzandosi anche sugli anni del secolo scorso e tutto il suo sviluppo.
Se è stato il teatro uno dei primi palcoscenici a rendere la figura della drag queen un elemento importante, il cinema ha fatto la sua parte.
Un film importante come “Priscilla” è stato infatti una pietra miliare per identificare questi personaggi così forti e controversi.
Da quel trampolino di lancio, diversi sono stati gli esempi che hanno valicato anche il mondo del cinema passando per la televisione e la musica.
Esempi più o meno marcati li abbiamo dalle sorelle Bandiera in Italia che hanno abbattuto i confini della tv per le famiglie.
Così come nella musica ci sono dei pilastri che vedono in Renato Zero, fiero dei suoi trucchi e delle sue tutine, quasi un emblema del mondo drag.
Il mondo dello spettacolo, come racconta il libro, è anche da sempre stato preso come punto di riferimento per le iconiche figure che lo caratterizzano.
Basti pensare a Raffaella Carrà, da qualcuno considerata drag queen per eccellenza, passando per Cher o altri miti provenienti dal mondo della musica e dell’intrattenimento.
Molto spesso anche i nomi scelti dalle drag provengono da storpiature che omaggiano personaggi del mondo dello spettacolo.
Ma talvolta identificano semplicemente lo scintillare del proprio estro o magari giochi di parole su temi più o meno scabrosi o divertenti.
Il boom dell’immagine drag, oltre ai concorsi disseminati in tutto il mondo, lo si ha con “Ru Paul Drag Race”, un programma che può vantare ormai numerose stagioni.
Ramificato in tutto il mondo, ha visto esibirsi numerosi esponenti dell’arte drag, creando sempre magie tra l’intrattenimento e spesso anche la riflessione.
“Drag Italia” non è solo racconto dell’immagine della drag queen, ma anche una raccolta di interviste.
Ormai anche in Italia le drag queen hanno iniziato a spopolare e a prendersi una fetta di pubblico sempre più numeroso.
Da Priscilla, presentatrice ufficiale della versione italiana di “Drag Race”, fino a La Diamond, emblema delle serate romane.
Passando per le Karma B che hanno avuto spesso un posto nei palinsesti televisivi nazionali portando la loro immagine particolare al pubblico generalista.
Non mancano nomi che hanno avuto fama anche all’estero come Sotiri che dalla Puglia è sbocciata poi a Madrid.
Presente anche un’intervista a Melissa Bianchini, che per l’occasione mostra come non solo uomini possano calcare i palchi in drag, ma anche persone transessuali.
Stefano Mastropaolo ha realizzato un lavoro eccellente e completo su un mondo ricchissimo di sorprese, pailettes e riferimenti.
Spesso etichettato solamente come brio e spensieratezza, ma in realtà fonte di lavoro, studio, arte e messaggi importanti.
Un volume ricco di indicazioni sulla figura drag in tutte le sue sfaccettature, passando per icone a differenze, come i drag king, controparte inversa della drag queen.
“Drag Italia” è una lettura brillante e interessante arricchita di fotografie grandi e luminose, per un lavoro da collezione dal grande valore.
Gaetano Cutri

