Davide Ubertini nudo ne “Le vittime di Dio”
“Accetto tutte le mie imperfezioni”

Abbiamo intervistato Michael Carvino, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”, per l’obiettivo di Chiara Putini. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come ti presenteresti ai lettori che non ti conoscessero?

Mi chiamo Davide Ubertini, sono un ragazzo molto autoironico e anche molto autocritico. Coltivo un forte interesse per la musica,  la danza e l’arte.

Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?

la libertà d’espressione è un diritto di tutti, l’importante è farla con rispetto. In Italia purtroppo, alcune forme d’espressione artistica non sono viste di buon occhio, soprattutto se riguarda la politica o la chiesa.

Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?

Purtroppo il Vaticano ha ancora un peso influente sulla politica italiana, specialmente, secondo me, per quanto riguarda la società.

Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?

Devo dire, inizialmente ero leggermente imbarazzato, Antonio Mocciola è stato molto bravo a farmi sentire a mio agio, trasformando l’ambiente di lavoro in un ambiente confortevole, soprattutto perché per me era la prima volta. Il rapporto che ho con il mio corpo è semplice, mi piacciono quelle piccole imperfezioni che ho.

Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?

Il nudo artistico per me è una delle forme d’arte più naturali che abbiamo per trasmettere messaggi importanti.

Pensi di ripetere l’esperienza, magari in altre situazioni (cinema o teatro, o magari altri progetti fotografici)?

Se si dovesse presentare l’occasione, accetterei all’istante!

Sam Valenti

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