Abbiamo intervistato Emanuele Del Mauro, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”, ma anche dei prossimi progetti, che vedrà Emanuele protagonista di un cortometraggio che farà discutere.
Come ti presenteresti ai nostri lettori che non ti conoscessero?
Sono un uomo di 33 anni, laureato in scienze della comunicazione con tanti interessi, amo cantare, il teatro, il cinema e tante altre cose. In particolare i videogiochi, che nel mio modo di vedere le cose, sono anche loro una forma d’arte.
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
Sono un uomo di 33 anni, laureato in scienze della comunicazione con tanti interessi, amo cantare, il teatro, il cinema e tante altre cose. In particolare i videogiochi, che nel mio modo di vedere le cose, sono anche loro una forma d’arte.
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
Credo che la vera e propria libertà di espressione manchi. Nel senso che si, puoi dire e fare ciò che vuoi ma ci sarà sempre qualcuno che criticherà in modo violento convincendo la massa a screditare il tuo operato. É giusto dire quando non si è d’accordo con qualcosa, basta farlo con il dovuto rispetto. Un corpo in sé non ha nulla di peccaminoso, soprattutto se lo si espone per veicolare un messaggio; la malizia è negli occhi di chi guarda.
Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?
Ovviamente la chiesa non ha potere come secoli fa, ma ha ancora un peso importante, basti pensare che alcune leggi vengono formulate in base alla morale cattolica che alcuni esponenti della nostra classe politica osservano, e tutto ciò a mio avviso è sbagliato, la posizione della chiesa su alcuni temi come l’aborto non dovrebbe influire ancora sulla vita delle persone, soprattutto su chi quelle posizioni non le condivide. Ormai la società è cambiata e continuerà a cambiare.
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?
In un primo momento ero molto titubante un po’ per l’ imbarazzo, un po’ perché l’handicap si nota, poi si è pian piano alleggerito grazie a chi era presente che mi ha fatto sentire a mio agio. Successivamente ho pensato che fosse un buon modo per far passare il messaggio che ogni corpo anche con i propri difetti sia normale e mi sono detto “perché no?”.
Antonio Mocciola ci ha parlato del cortometraggio “Sott’acqua”, di cui sarai protagonista. La locandina che ci ha inviato in anteprima in effetti é potentissima, e ti ritrae completamente nudo, in posizione di apnea. Che effetto pensi ti farà l’essere visto nudo da migliaia di persone sia al cinema sia nella locandina, in cui rappresenti l’intero progetto?
Antonio Mocciola ci ha parlato del cortometraggio “Sott’acqua”, di cui sarai protagonista. La locandina che ci ha inviato in anteprima in effetti é potentissima, e ti ritrae completamente nudo, in posizione di apnea. Che effetto pensi ti farà l’essere visto nudo da migliaia di persone sia al cinema sia nella locandina, in cui rappresenti l’intero progetto?
Mentirei se dicessi che non mi farebbe nessun effetto, l’imbarazzo resta e credo sia naturale ma sono anche curioso di vedere la risposta e il pensiero degli altri. Inoltre spero che la gente comprenda e apprezzi il messaggio che il cortometraggio vuole inviare.
Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?
Il nudo artistico è sempre esistito, basta pensare a dipinti e sculture antiche, quindi c’è solo da ammirarlo. L’ importante non è dove trovarlo ma il messaggio che trasmette e l’emozione che dà.
Pensi di ripetere l’esperienza, magari in altre situazioni (cinema o teatro, o magari altri progetti fotografici)?
Pensi di ripetere l’esperienza, magari in altre situazioni (cinema o teatro, o magari altri progetti fotografici)?
Non lo escludo, dipende dalla proposta.
Sam Valenti

