Non sarà forse la fine del mondo, ma la sovversione per i due protagonisti di The End of the F***ing World è davvero totale.

Parliamo della seria britannica lanciata qualche settimana fa su Netflix e già accolta con entusiasmo dal pubblico e dalla critica internazionale, certificata 100% ‘fresh’ sull’aggregatore di giudizi Rotten Tomatoes.

Diffusa per la prima volta sulla visionaria rete televisiva Channel 4, ‘responsabile’ non a caso anche del lancio di Black Mirror, The End of the F***ing World racconta le avventure on the road di due adolescenti problematici e solitari: James e Alyssa, due famiglie complicate alle spalle e tanta voglia di evadere dalla realtà in cui vivono. Insieme si imbarcano in un viaggio avventuroso alla ricerca del padre della ragazza, un uomo irrisolto ed egocentrico che l’aveva abbandonata da piccola.

Una storia di formazione adolescenziale che, lo si capisce dalla prima puntata, è anche una black comedy e che assumerà ben presto i tratti di una crime story: a rendere tanto originale e interessante questo prodotto, del resto, è proprio la difficoltà di dargli una definizione ben precisa.

Tra i modelli di riferimento di Jonathan Entwistle, ideatore e regista della serie, ci sono i fratelli Coen e David Lynch. Ma tra le influenze non dichiarate si potrebbe aggiungere anche David Fincher, per il modo in cui viene rappresentata la mente patologica e ‘originale’ dei due protagonisti e per gli aspetti più polizieschi e criminosi della narrazione.

A commuovere è soprattutto il rapporto tra James e Alyssa, dalle prime chiacchierate nonsense, essenziali e taglienti a scuola alla decisione di partire insieme: due ‘diversità’ che si incontrano e si specchiano l’una nell’altra. James, orfano di madre (suicida davanti ai suoi occhi quando era ancora un bambino) con una profonda pulsione omicida, e Alyssa, ribelle e sfacciata, costretta a vivere con una madre assente e un patrigno molesto.

Due disagi adolescenziali che si incastrano alla perfezione. In un legame certo non convenzionale che ricostruisce le fasi, questa volta sì ‘normalissime’, di una storia d’amore giovanile: dalla prima conoscenza ai dubbi sui sentimenti dell’altro, dalla passione impacciata e incerta al sentimento più profondo.

Basata sulla graphic novel di Charles Forsman, la serie convince anche per la recitazione asciutta ed essenziale dei due protagonisti, giovanissimi ma con un ‘curriculum’ d’eccellenza: Jessica Barden, già apparsa in Penny Dreadful, e Alex Lawther, protagonista in un episodio di Black Mirror e con alle spalle un ruolo importante in The Imitation Game, per il quale il London Film Critics’ Circle Award 2015 gli riconosce il premio come Young British Performer of the Year.

Questa originale avventura on the road alla Thelma & Louise avrà un seguito? Per ora non si parla di una seconda stagione, ma il successo dell’esordio su Netflix e il finale aperto (e poetico e al cardiopalma) del primo ciclo sembrano far ben sperare.

Alla prossima avventura, James e Alyssa.

Vincenzo Vasco

Photo Credits: imdb.com