Riappropriatosi del Cinema Pacifico, il Festival del Cinema di Sulmona torna Internazionale, vira sul concorso dei cortometraggi e festeggia la trentaquattresima edizione con un crescendo di pubblico e di interesse che deve far riflettere. E’ evidente (anche se non lampante) che la sete di cultura non è ancora estinta, a Sulmona come altrove, malgrado i tentativi di narcotizzazione del penultimo governo. La legge sul cinema, nuovo di zecca, è uno spiraglio d’ottimismo. E lo è anche la folla che ha seguito questo piccolo grande festival, ricco di iniziative e di ospiti (il cantante Omar Pedrini, ad esempio), ma soprattutto coerente e rigoroso nella sua linea artistica. Nell’ampia sala posta in pieno centro città (che qualche nuova generazione, incredibilmente, non conosce), si sono potuti vedere interessanti “corti” provenienti da tutto il mondo: ci hanno molto colpito “Balcony”, interessante squarcio sull’immigrazione e i falsi pregiudizi intorno ad essa, “California dreaming”, sul mito del guadagno facile, la poetica “Hugo” e soprattutto “Retriever”, storia solidale tra un uomo dai tratti ferini e un cane dagli aspetti umani, in un mondo bestiale, nel senso deteriore del termine. Molto interessante poi riproporre la visione del lungometraggio “Lars e una ragazza tutta sua”, parabola sulla solitudine e sulle vite immaginate. Poi, è chiaro, ci sono anche i premi: il miglior corto nazionale è quello di Alessandro Capitani, “Bellissima”, che realizza anche la doppietta grazie al premio Siff assegnato dagli studenti. Tra i corti internazionali, palma al francese “Minh tam” di Vincent Maury, mentre la sezione delle clip musicali, molto apprezzata dal pubblico, è stata vinta dal norvegese “Pattern repeating” di HocR. La premiazione, curata e presentata dal presidente dell’Associazione Sulmona Cinema, l’instancabile Marco Maiorano, ha visto la presenza anche del Sindaco della città di Ovidio, Annamaria Casini (alla quale sommessamente chiederemmo più attenzione per le due sale teatrali cittadine, utilizzate solo saltuariamente, invece di far benedire raccapriccianti statue), il Presidente della Provincia de L’Aquila, Antonio De Crescentiis, e rappresentanti della prestigiosa Giuria: Angelo Carbone, sceneggiatore, Michele D’Attanasio, direttore della Fotografia, Angelo Valori, direttore del dipartimento Popular Music al Conservatorio “D’Annunzio” e direttore artistico del Festival Spoltore Ensemble. Cilieigoma sulla torta le artiste del SulmonaTeatroProject in scena con una performance intitolata “Via con Shining”, omaggio al cinema tutto al femminile. 40 corti in Concorso (30 cortometraggi e 10 videoclip), selezionati tra i 400 arrivati da 45 nazioni, eventi collaterali (tra cui Joe Victor, i Fabulous Wood e Marco Formichetti), un fermento elettrico diffuso ma che può, e deve, arrivare ancora in più profondità per infrangere l’abulia di certe pigrizie di provincia. Lamentarsi “che non succede niente” e poi ciondolare inermi quando a pochi passi c’è un Festival di questo spessore è una colpa. Far finta di credere che “con la cultura non si mangia” (aberrante dichiarazione, di rara volgarità oltre che falsa, di un recente ministro) é ancora più grave. Forse il peggio è passato, per questo festival che ha visto certamente giorni migliori (ma anche peggiori): si avverte Aria di Rinascita. O, per dirla con il Vate che nacque a pochi passi da qui, Rinascente.
Antonio Mocciola