Al Teatro Romano di Fiesole un omaggio al genio musicale statunitense con un quartetto jazz che ben shakera.

Trentesimo disco in carriera per il musicista sperimentatore Stefano Bollani, che omaggia uno dei mostri sacri più sorprendenti e poliedrici del panorama musicale mondiale, ossia Frank Zappa, con il suo nuovo album “Sheik Yer Zappa”, in un concerto tutto da fruire all’interno della 68esima edizione dell’Estate Fiesolana, in collaborazione con Music Pool proprio al Teatro Romano di Fiesole. Con Bollani sul palco una formazione degna di nota, a partire dall’energico vibrafonista americano Jason Adasiewicz e dal batterista statunitense Jim Black, fino al giovane ma non per questo meno intenso contrabbassista Paul Santner. Un cast di spiccata bravura e presenza scenica che fin dalle prime note ha accompagnato il maestro Bollani al suo pianoforte, instaurando con lui e la vasta platea presente, ghiotta di buona musica, una fertile alchimia.

Un progetto musicale importante voluto fortemente da Bollani nel il suo tour estivo, che oltre alla location fiesolana toccherà le piazze di Udine e Noale, all’interno della rassegna ‘Veneto Jazz’. Fan zappiano dall’età di 17 anni, Stefano Bollani è riuscito a trovare una chiave di volta tutta sua del lavoro sonoro del suo idolo adolescenziale. Da sempre divo del rock, ribelle e sfacciato, dal talento mostruoso ed unico nel suo genere, Frank Zappa si è lasciato alle spalle una carriera che può essere definita il rispecchiamento del suo spirito interiore, sempre pronto ad esprimere il suo punto di vista, a costo di passare come ‘scomodo animale da palcoscenico’.

Ecco che Bollani reinventa la sua bravura, usando i suoi brani come un input per poter improvvisare alla sua maniera estemporanea. Una combinazione strategica davvero coraggiosa, considerato il rigore sempre dimostrato da Zappa nel suonare i suoi spartiti, che nulla dovevano lasciare al caso, ma anzi essere conferiti di estrema scrupolosità, così da riprodurre la stessa identica e perfetta melodia ad ogni esibizione. Stefano Bollani ci regala una nuova prospettiva di fare musica, che non vuole contrariare il suo mito, ma bensì rinnovarlo, riportando alla luce tutta la genialità zappiana stavolta arricchita dalle sue eloquenti e creative armonizzazioni, disegni ritmici che spuntano fuori come bolle di sapone soffiate dall’ingegnosa mano del pianista milanese. Una fonte di richiamo forte e rivoluzionaria che ben si ode in “Bobby Brown Goes Down”, celebre testo di Zappa, riarrangiato in chiave blues e nostalgica dallo stesso Bollani, ma anche nei suoi ispirati componimenti “Bene Bene”, “A Cosmic Intro” e “Male Male”. Un temerario autore e strumentista, perfino cantore delle sue sonate, in continua assemblea plenaria con il suo pubblico al quale richiede dialogo ed intesa, e da umile artista pure costruttivi dissensi qualora i tasti del suo pianoforte diventassero infiniti.

FIESOLE (FI) – TEATRO ROMANO, 16 luglio 2015.

Mara Marchi

STEFANO BOLLANI SHEIK YER ZAPPA Pianoforte: Stefano Bollani; Contrabbasso: Larry Grenadier; Batteria: Jim Black; Vibrafono: Jason Adasiewicz.