Le vecchie case fatiscenti, quelle costruite ormai da secoli e che si dice siano popolate di fantasmi sono state in molte occasioni delle protagoniste perfette per lungometraggi cinematografici o per degli appassionanti romanzi più o meno noti e più o meno recenti.

Anche stavolta una casa abitata da presenze non legate al mondo terreno, o quanto meno non più, è al centro della vicenda raccontata da Valerie Vernay, Emilie Alibert e Denis Lapiere, un lavoro a sei mani intitolato semplicemente “Rose” e pubblicato da Tunuè.

Il lavoro ruba il nome alla sua protagonista, una giovane ragazza purtroppo rimasta orfana e che vuole far luce sulla scomparsa misteriosa di suo padre.

Scavando a fondo nella sua vita, Rose scopre di una proprietà del padre, un’abitazione molto vecchia che potrebbe ospitare addirittura delle creature ultraterrene, quelli che comunemente vengono chiamati fantasmi.

Questo sarà solamente l’inizio di un viaggio a metà strada tra le indagini degne di un giallo e un tuffo nel mondo soprannaturale, in un graphic novel che fa del mistero la sua chiave portante.

I disegni straordinari e le tinte piuttosto cupe sono perfettamente coerenti con l’identità del racconto che vita tra il noir e il giallo tessendo una trama che si interseca in modo perfettamente naturale con la componente spirituale e mistica nella quale Rose si andrà a trovare: la protagonista infatti possiede una peculiarità fuori dal normale, ovvero quella di sdoppiarsi e potersi guardare dall’esterno, un po’ come se si trasformasse in un’altra persona.

Pericoli reali e aiuti ultraterreni saranno punti fondamentali nella narrazione che scivola piacevolissima pagina dopo pagina, aumentando l’interesse nel lettore fino ad arrivare al finale dove ogni cosa troverà una sua naturale collocazione, indipendentemente dal mondo più o meno reale di riferimento.

Ancora una volta Tunuè sceglie un ottimo prodotto da proporre sul mercato che può piacere agli amanti delle storie di fantasmi così come ai puristi del giallo.

Gaetano Cutri