cover finaleNasce come un libro di racconti il primo lavoro letterario di Lucio Fiorentino intitolato “Oscuri incendi” ed edito da “Ad est dell’equatore”, meritevole di aver vinto il premio Città Cava de’ Tirreni, ma ben presto, nelle mani del lettore, si trasforma in qualcos’altro.

Apparentemente slegati l’uno dall’altro, procedendo nella lettura si comporranno mosaici inaspettati che faranno nascere legami tra i protagonisti dei racconti, legando il tutto con il filo rosso di quegli oscuri incendi che richiamano il titolo, ovvero quei momenti della vita in cui si prova quell’emozione tanto forte in grado di cambiarla, a volte in positivo, a volte meno, ma che servono a portare la propria esistenza verso altri binari.

Nonostante si tratti dunque di un’orchestra di personaggi, è possibile individuare un protagonista, ovvero lo scrittore Livio che verrà raccontato in attimi diversi della propria vita, addirittura a cominciare dal concepimento, per poi passare alla fanciullezza e alla coscienza di sé, ma senza seguire un filo cronologico ben delineato.

Una delle particolarità del libro è infatti quella di non seguire una scia temporale coerente, ma di lasciare il lettore di stucco andando ad incasellare flashback e flash-forward in continuazione, senza tralasciare personaggi “secondari” densi però di emozioni e capaci di suscitare molto interesse: da un ladro che finirà schiavo per l’attrazione per un particolare dipinto, fino ad alcuni parenti molto stretti dello scrittore protagonista.

Sorprendente e ben dipinto ogni personaggio che trova posto in “Oscuri incendi”, ognuno visto con un occhio cinematografico, primaria occupazione di Fiorentino, che guida così attraverso scene egregiamente raccontate, la propria storia corale.

Gaetano Cutri