Prima italiana, in programma al Napoli Teatro Festival fino al 13 giugno, per “Hallo”, ultima fatica di Martin Zimmermann, poliedrico artista svizzero che il pubblico partenopeo ha avuto già occasione di apprezzare in alcune precedenti edizioni del festival (con la compagnia  di teatro- circo messa su con De Perrot, sodalizio che ha portato a spettacoli di successo e dal forte impatto visivo, come  Hans Was heiri,2013).Per una volta in solitaria, Zimmermann tiene il palco per circa un’ora, regalando al pubblico un’insolita esperienza di integrazione tra le arti, con una performance che spazia dall’ equilibrismo alla slapstik, dal mimo  alla danza, per sviscerare le infinite possibilità mitopoietiche del “corpo circenze”.Piccoli frammenti di una quotidianità fatta di imprevisti e ostacoli, vengono evocati grazie all’interazione in continuo divenire tra il corpo del protagonista e il complesso di scenografie basculanti fatte di geometrie all’apparenza semplici. Al centro, un “quadro” che si fa di volta in volta vetrina, casa, rifugio , prigione, veicolo…Alla stessa maniera una scatola diventa un letto, e poi una botola, in una riflessione sul rapporto che lega l’uomo agli oggetti che lo circondano, ora affacinandolo, ora intrappolandolo. Zimmermann riflette- senza mai allontanarsi dai toni lievi e scherzosi del circo- sul la nostra identità “basculante” e sui continui tentativi di “dare forma” alle nostre vite.”E’ l’urto tra il corpo la scena è gli oggetti a far nascere il contenuto”, dice l’autore,  suggerendoci di ripensare ai piccoli inciampi e fastidi della quotidianità come vettori di creatività e novità.

 

Amedeo Junod