NO’HMA è uno spazio teatrale davvero singolare, fin dal nome che, in lettere minuscole, si scriverebbe νόημα (nόema), che in greco significa “pensiero, intelligenza”. Si trova nella vecchia Palazzina dell’Acqua Potabile, ristrutturata una decina di anni fa, in zona Lambrate, nel rispetto dell’originale struttura degli anni Quaranta. Alla sua origine c’è un progetto culturale generoso: Teresa Pomodoro, attrice e drammaturga, aveva vagheggiato un teatro ove la ragione, coniugata col sentimento, veicolasse valori etici e sociali, nel solco di quell’innovativa intuizione che, nel dopoguerra, aveva guidato Giorgio Strehler e Paolo Grassi nella fondazione del Piccolo Teatro della Città di Milano.
Oggi quello spazio è anche la testimonianza di un grande atto d’amore.
Teresa aveva una sorella gemella, Livia Pomodoro che, pur avendo intrapreso con risultati prestigiosi la carriera del magistrato, aveva condiviso con lei la passione per le arti e il teatro. Alla morte di Teresa, nel 2008, Livia ha voluto preservare ciò che era stato creato dalla sorella, e dare continuità di vita alla sua eredità artistica e culturale, assumendone la direzione.
Oltre alla stagione di prosa, NO’HMA organizza un premio internazionale, Il Teatro Nudo di Teresa Pomodoro, con una doppia giuria: l’una, costituita dai più prestigiosi registi del panorama mondiale (fra gli altri, Eugenio Barba, Lev Dodin, Ludovic Lagarde, Lluís Pasqual, Enzo Moscato); l’altra, dagli spettatori più affezionati di NO’HMA.
Ogni anno viene stabilito un tema, che diviene filo conduttore degli spettacoli della stagione. Per il 2016/17 si è scelto “Energia, Soffio Vitale”, coniugato nelle sue più svariate articolazioni.
L’attuale direttore artistico è Marco Rampoldi: un che di adolescenziale nell’aspetto, malgrado i cinquant’anni compiuti; un regista che sa passare con uguale competenza dal repertorio serio a quello comico. All’inizio di dicembre ha diretto Franca Nuti in un impegnativo collage di testi cosmogonici e sapienziali (da Esiodo a Giordano Bruno, fino ad Albert Einstein), uniti sotto il titolo De la creazione e di altri contrattempi; ai primi di febbraio ha curato la regia di una spiritosa rilettura del Candide di Voltaire, con Leonardo Manera e un piccolo complesso da camera.
A questo proposito, è da ricordare che NO’HMA organizza anche una stagione musicale di qualità, intitolata “Armonie e suoni”.
Infine, una caratteristica qualificante di questa istituzione (sostenuta fondamentalmente da sponsor privati) è la gratuità dell’accesso agli spettacoli: un omaggio alla nobile utopia di Teresa Pomodoro, al suo sogno di “un teatro d’arte per tutti”.

NO’HMA, via Orcagna 2, Milano

 

Claudio Facchinelli