L’azzeccatissima prefazione di Marco Pastonesi lo descrive a meraviglia: “Appoggiò Einstein perchè tutto è relativo, Confermo Gesù che disse beati gli ultimi”.

E’ proprio così che può essere identificato Luigi Malabrocca, un personaggio molto particolare che si fece notare a cavallo degli anni ’50 per una caratteristica molto strana, ovvero per il piacere di arrivare ultimo nel Giro d’Italia conquistando la maglia nera.

A questo curioso personaggio viene dedicato un graphic novel realizzato da Roberto Lauciello e pubblicato da Renoir Comics che prende proprio il nome di “Malabrocca”, romanzando la storia vera di un ciclista che ha sempre pedalato un po’ controcorrente.

Nel pieno della notissima sfida tra due assi come Coppi e Bartali, infatti, Malabrocca si fece notare come colui che non voleva arrivare al traguardo prima degli altri, ma come quello che finiva per essere sempre ultimo nelle varie tappe della più importante competizione ciclistica italiana.

Nell’opera, il pedalatore viene sorpreso nel fienile di un’umile famiglia di contadini che ascolterà la sua storia, costellata di strategie per potersi riposare indisturbato in attesa dei rivali, pur rispettando i tempi minimi di chiusura di tappa.

I primi sono da sempre elogiati e premiati, ma per una volta uno degli ultimi, il “reietto” del sellino prende il ruolo da protagonista e grazie alla penna di Lauciello esprime con le sue parole le motivazioni che lo hanno sempre spinto a preferire l’ultimo posto.

Malabrocca” è un’opera interessante per chi ama il ciclismo perchè riesce a respirare l’atmosfera di tappe fondamentali del Giro d’Italia, ma può incuriosire molto qualunque tipo di lettore grazie al coinvolgimento del racconto diretto del protagonista. Chi avrebbe mai pensato che uno sportivo potesse essere felice di essere ultimo?

Eppure Malabrocca mette sotto i riflettori il “perdente” che è in ognuno di noi rendendolo accettato e premiato esattamente come chi sale sul podio con meriti ed onori.

Gaetano Cutri