La riproposta dell’allestimento di Vick del 1996 per una talentuosa Jessica Pratt conquista il pubblico della prima.

Jessica-Pratt-e-Julian-Kim-in-Lucia-di-Lammermoor-©--Pietro-Paolini---TerraProject---Contrasto-(6)Scroscianti, calorosi e più che meritati applausi per Jessica Pratt durante la prima della “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti per la regia di Graham Vick (ripresa da Marina Bianchi) con cui si è inaugurata la stagione invernale 2015/2016 dell’Opera di Firenze. L’estrema eleganza vocale e i virtuosismi con cui la soprano ha interpretato il ruolo della protagonista non potevano non colpire una platea che aveva già avuto modo di apprezzare le doti della Pratt a febbraio, in occasione de “I Puritani” di Vincenzo Bellini. Oggi come allora impegnata in scene di pazzia che, se in passato hanno reso famose celebri attrici, si addicono bene anche alla nostra cantante che dimostra, oltre alle qualità vocali, buone capacità attoriali. Apprezzati anche il tenore Jean-François Borras, a cui la bella voce e le risorse timbriche fanno perdonare alcune incertezze negli acuti, e il baritono Julian Kim, rispettivamente Edgardo di Ravenswood e Enrico Asthon. Meno gradita la direzione di Fabrizio Maria Carminati, corretta e scorrevole, ma poco incisiva.

Jessica-Pratt-in-Lucia-di-Lammermoor-©-Pietro-Paolini----TerraProject---Contrasto-(19)Affascinate la riproposta di un allestimento che data ormai vent’anni. Ricordiamo infatti che la prima esecuzione della “Lucia di Lammermoor” di Vick risale al 1996. Il sapore un po’ retrò di certi brani, come l’enorme luna che scorre nel cielo, rendono ancora più suggestivo lo spettacolo. Inoltre, non si possono non apprezzare piccoli e grandi particolari che tradiscono la mano di un grande regista. A cominciare dalla resa delle atmosfere brumose della Scozia (merito anche delle luci di Gianni Paolo Mirenda). O in quel significativo alternarsi di inserti paesaggistici, che sembrano perdersi all’infinito, e di interni che incombono sui personaggi in scena.  Quasi proiezione, l’uno e l’altro, dei sentimenti di Lucia. Fino al realistico temporale che riecheggia le parole di Edgardo durante il duetto con Enrico, già preannunciando il drammatico epilogo: «Orrida è questa notte come il destin mio! Sì, tuona o cielo… Imperversate, o fulmini…».

Firenze – OPERA DI FIRENZE, 22 settembre 2015

Lorena Vallieri

Lucia di Lammermoordi Gaetano Donizetti; libretto di Salvadore Cammarano tratto da “The Bride of Lammermoor” di Walter Scott.

Direttore: Fabrizio Maria Carminati; Regia: Graham Vick (ripresa da Marina Bianchi); Scene e costumi: Paul Brown; Luci: Gianni Paolo Mirenda; Maestro del Coro: Lorenzo Fratini; Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Interpreti: Jessica Pratt, Jean-François Borras, Julian Kim, Riccardo Zanellato, Emanuele D’Aguanno, Simona di Capua, Saverio Bambi.

Foto: © Pietro Paolini –  TerraProject – Contrasto.