Dal 15 al 24 settembre andrà in scena a Calenzano la nuova edizione del festival organizzato dal Teatro delle Donne.

È dedicato al tema dello straniero – ovvero a colui che è considerato estraneo, esterno, cittadino di un altro paese o di un’altra nazione, spesso con connotazione ostile – l’edizione 2017 del festival Avamposti organizzato dal Teatro delle Donne. Non a caso quest’anno il simbolo dell’iniziativa non sarà la consueta e rassicurante torre del castello di Calenzano, ma le rovine della siriana Palmira, segno di una città ferita e di una popolazione in guerra.

Dopo la prima regionale al Museo del Bargello di Firenze di “Vivo in una giungla, dormo sulle spine”, un testo sull’immigrazione di Laura Sicignano in cui Amanda Sandrelli interpreta una donna avvocato a cui è affidato un ragazzino africano (15 settembre); la festa di inaugurazione vedrà protagoniste al Teatro Manzoni Elena Arvigo, che leggerà “Lo straniero” di Albert Camus, e Daniela Morozzi con “Amy”, uno studio ispirato al racconto “Amy Foster” di Joseph Conrad (16 settembre). Nella stessa serata verranno presentati i corsi di calenzanoteatroformazione 2017/2018 e proiettato il film “Lo straniero” di Luchino Visconti con Marcello Mastroianni.

Il programma proseguirà con “La cura” di Gherardo Vitali Rosati, in cui straniera è la malattia che irrompe in una famiglia (17 e 18 settembre); con la prima regionale di “Andy Warhol superstar”, in cui il grande artista è visto come estraneo al suo tempo (21 settembre); e con “Il disobbediente. Don Milani a San Donato”, omaggio di Eugenio Nocciolini nel cinquantesimo anniversario della morte del prete pedagogo (23 e 24 settembre). Prima regionale anche per “Questo è il mio nome” di Monica Morini e Bernardino Bonzani, già premio del pubblico al XV Festival teatrale di Resistenza 2016 e Premio Museo Cervi-Teatro della Memoria, un’esperienza che porta in scena giovani migranti dell’Africa sub sahariana (22 settembre). Lo spettacolo sarà preceduto dalla presentazione del “Progetto calenziani” dedicato ai «marziani di Calenzano», ovvero quelle persone che ‘vivono’ la città, la attraversano, pur non essendovi residenti.

Da segnalare, infine, l’importante prima assoluta al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino di “Un piede in paradiso”, che segna il debutto in Italia della drammaturga belga Virginie Thirion con un testo mai rappresentato prima, la cui messa in scena è curata per l’occasione da Dimitri Milopulos (dal 22 al 24 settembre).

Per tutte le informazioni: www.teatrodelledonne.com

Lorena Vallieri