In una suggestiva giornata dedicata a Giacomo Leopardi nel giorno dell’anniversario della scomparsa, da Brandito’s (poetico e rustico spazio nel verde dedicato alle arti e creato da Alessandro Di Lorenzo) il nome del vate è risuonato forte e chiaro, a pochi metri da quella Villa delle Ginestre che a lungo l’ospitò, assieme all’amico Antonio Ranieri. Occasione ghiotta per ospitare il debutto de “Le ultime gocce”, pièce teatrale che uno Stefano Ferraro in forma smagliante ha offerto in forma di reading al numeroso pubblico accorso. Scritto da Antonio Mocciola, il testo racconta le ultime ore di Leopardi, che il giorno della sua morte sarebbe dovuto partire proprio per Torre del Greco, se un temporale non l’avesse bloccato a Napoli, in quel Vico Pero in cui visse con Ranieri gli ultimi anni, e in cui spirò. Emozionante e vibrante l’interpretazione di Ferraro, che – introdotto dalla suggestiva voice over di Alessandra Mirra, ha caricato di tesissima emozione le lancinanti parole di un poeta morente, di bulimia d’amore. A parlare delle attività della splendida villa vesuviana, che ha preso il nome dalle celeberrime ginestre, ci ha pensato con funambolica oratoria Angelo Di Ruocco, mentre il professor Antonio Borriello ha letto – con partecipato lirismo – le lettere di Giacomo all’amato. E poi, chicca della serata, l’omaggio a Franco Battiato del noto cantautore Alessio Caraturo, che si è esibito anche in duetto con lo stesso Ferraro. Durante l’evento, Marina Billwiller ha presentato la sua nuova attività di coaching-public speaking, ma ha anche rispolverato il graffio d’attrice leggendo la prefazione del libro “Addosso – Le parole dell’omofobia”, ideato da Antonio Mocciola e in cui la stessa Billwiller ha posato a suo tempo. A leggere la prefazione di Fabio Canino è stato invece Arcangelo Orefice. Un evento riuscito, intitolato non a caso “Giacomo Leopardi – Ritorno al Vesuvio”, e che ha avuto il merito di riportare sulle scene un attore notevole come Stefano Ferraro, con un passato (recente) prezioso e carico di splendide promesse, e un futuro ancora tutto da scrivere.

Giovanni Persia