Entrando a sipario aperto si è colti per un istante da perplessità, perché la scena sembra pronta per un concerto, c’è un pianoforte centrale, violini, violoncelli, trombe, percussioni sparse. La scenografia è soltanto questa e lascia gli attori vestiti di costumi d’epoca e di parole. Forti e pieni delle loro parole. In fondo, tutto inizia in casa di un musicista, nonché insegnante.

Foto Caroli

E’ il desiderio di imparare a suonare che ha condotto il nobile Ferdinand da Miller, che ha una figlia avvenente, certo di classe sociale inferiore. I giovani si innamorano, alla luce del sole, e finirà in tragedia. “Intrigo e amore” del tedesco Schiller non è forse memorabile come il “Woyzeck” del conterraneo Büchner, ma ci sono considerazioni sulla imperscrutabile profondità dell’uomo che incantano. E questo dramma potente e forse un po’ debordante nella parte conclusiva, grazie all’impeccabile messinscena di Marco Sciaccaluga che ha selezionato con cura gli interpreti raccogliendo una compagnia adeguata e degna, è capace di agganciare l’attenzione, sempre. E non si percepiscono quei 180 minuti. Nonostante l’ambientazione, straniante, nonostante il vuoto in cui echeggiano le battute, riverberando il vuoto di umanità di certuni, l’eccesso in altri, la miscela contraddittoria che anima la fragile Luise, così distante da tutto, l’irruenza dell’innamorato, le macchinazioni sordide ma formulate con mirabile lucidità dal padre ministro infingardo, condivise con il segretario Wurm, esattamente disgustoso, la certezza priva di sfaccettature della madre di lei, l’amor paterno ma intimorito di Miller, e l’inganno parallelo, un matrimonio combinato ai danni di Ferdinand per restituire la dignità ad una cortigiana d’alto bordo.

Foto Caroli

I giovani muoiono in un omicidio-suicidio, volenti e nolenti al tempo stesso e scoprendosi fino in fondo innocenti, condannati alla separazione e irriguardosi verso il sistema. Trapela, per gli indiretti artefici di queste morti, la possibilità di subire una punizione. E i moti degli animi dei personaggi soccombenti, ci sono vicini.

Maura Sesia

 

INTRIGO E AMORE

di Friedrich Schiller

versione italiana Danilo Macrì

regia Marco Sciaccaluga

con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Enrico Campanati, Andrea Nicolini, Orietta Notari, Stefano Santospago, Simone Toni, Mariangeles Torres, Marco Avogadro,

Daniela Duchi, Nicolò Giacalone

scena e costumi Catherine Rankl musiche Andrea Nicolini luci Marco D’Andrea

Teatro Stabile di Genova

 

Visto al Teatro Carignano di Torino 17 gennaio 2018