Dal 4 maggio al 15 giugno l’annuale kermesse che riunisce a Firenze alcuni dei massimi esponenti di performing art della scena europea e non solo.

Ormai alle porte la ventiquattresima edizione di Fabbrica Europa, festival internazionale di teatro, musica, danza e arti performative che avrà luogo a Firenze dal 4 maggio al 15 giugno 2017. Sede della rassegna, come ogni anno, la Stazione Leopolda, ma gli eventi saranno ospitati anche in altri punti della città e non solo: la palazzina Ex Fabbri nel Piazzale delle Cascine, Le Murate, Il Teatro La Compagnia in via Cavour, gli spazi del Quartiere Isolotto, la Limonaia di Villa Strozzi a cui si aggiungono il Teatro Goldoni di Livorno e il Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino. In cartellone alcuni tra i massimi esponenti delle performing art provenienti da tutta Europa e oltre: Medio Oriente, India, Cina, Mediterraneo. Particolarmente interessante sarà il “Focus Young Arab Choreographers”, un progetto in collaborazione con BIPOD/Beirut International Platform of Dance e Maqamat Theatre di Beirut dedicato ai giovani coreografi del bacino del Mediterraneo con l’intento di favorire mobilità, dialogo interculturale, scambio di pratiche performative tra artisti arabi e realtà italiana. Così come quegli spettacoli che guardano a Oriente, con la presenza al festival di Anan Atoyama, Sang Jijia e Jayachandran Palazhy con gli straordinari danzatori dell’Attakkalari Repertory Company. Firenze diventerà così il palcoscenico dove incontrare altri mondi possibili. Una mappa del contemporaneo in cui orientarsi con la bussola dello sguardo e della curiosità, tra grandi nomi e giovani emergenti della scena performativa più ricercata, tra linguaggi e segni di un panorama ricco e attuale che mostra nuove vie creative e sociali.

Per la serata inaugurale la coreografa belga Anne Teresa De Keersmaeker, assente da Firenze dal 2003, presenterà in prima nazionale “A Love Supreme”, una pièce costruita in collaborazione con il coreografo Salva Sanchis per la Compagnia Rosas sulla musica dell’omonimo capolavoro di John Coltrane. Prima nazionale anche per la giovane coreografa e danzatrice del Balletto di Roma Roberta Racis che, dopo l’avvio lo scorso anno del format Dan+Z (Dance+Jazz), presenterà una nuova creazione ideata da Enrico Bettinello e creata in collaborazione con il chitarrista Francesco Diodati e il percussionista Ermanno Baron. Novità anche con Cristina Kristal Rizzo e con “Prélude”, una sequenza di movimenti per otto danzatori che parte dal lavoro di Sun Ra, jazzista sperimentale e pioniere del movimento Afro Futurista, elaborato in un’ampia playlist dalle ricerche sonore di Palm Wine. Mentre la coreografa Claudia Catarzi, in collaborazione con l’israeliana Michal Mualem, presenterà in anteprima “A set of timings”.

All’interno della rassegna si assisterà poi a “Gala”, una coproduzione Fabbrica Europa e Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato che riunisce danzatori professionisti, attori e amatori di diverse formazioni (selezionati sul territorio) per interrogarsi, sotto la guida di Jérôme Bel, sul concetto di danza, scalzando la supremazia del “ben danzare” a vantaggio del puro piacere di raccontarsi. Da segnalare poi il vivace Progetto Aroud 35, un percorso che intende mostrare metodi di ricerca coreografica di giovani artisti della scena nazionale e internazionale attraverso workshop, presentazioni aperte e performance.

Folta anche la schiera dei musicisti. La prima serata sarà affidata a una figura tra le più importanti della scena elettronica internazionale: Matthew Herbert, innovatore elettronico, esploratore sonoro, produttore prolifico  che ha collaborato con artisti quali: Björk, REM, Quincy Jones, John Cale, Yoko Ono, Dizzee Racal, Roisin Murphy. In occasione di Fabbrica Europa presenterà musica ballabile venata di un jazz che non lascia spazio alla leggerezza da dancefloor. A seguire la produzione musicale “A Love, Naked” che fa eco alla già citata creazione firmata da Anne Teresa De Keersmaeker e Salva Sanchis. Protagonisti Hamid Drake e William Parker, due tra i più grandi musicisti afroamericani contemporanei, insieme per un affondo nelle profondità musicali di John Coltrane e del suo capolavoro “A Love Supreme” nei cinquant’anni dalla sua scomparsa. Tra gli altri nomi in cartellone spiccano quello dei Marlene Kuntz, che a Fabbrica Europa chiuderanno il tour “Onorate il Vile”, secondo album della band capitanata da Cristiano Godano; delle due chitarre Marc Ribot e Oren Ambarchi; del talento vocale della capoverdiana Mayra Andrade e di Edda; dei musicisti Marco Parente, Adriano Viterbini, Marek Hemmann per altrettante serate all’insegna delle sperimentazioni ritmiche e melodiche e di percorsi sonori inusuali.

Con “Afasians-The Last Conference” gli spagnoli Loscorderos·sc, insieme al duo di musica elettronica Za!, proporranno in prima nazionale un’esperienza musicale-teatrale-performativa inusuale che prende la forma di una pseudo-conferenza scientifica attorno alla fisica quantistica per giungere a un lavoro di avanguardia scenica e sonora che coinvolge lo spettatore. Mentre Leviedelfool presenteranno “Heretico – Dopo questo apparente nulla”, una nuova produzione in sette capitoli per riflettere sul ruolo della religione. Da segnalare anche i tredici esperimenti visivi e sonori “Squares do not (normally) appear in nature” di OHT-Office for a Human Theatre che pongono lo spettatore a confronto con uno spazio senza attori. Colore, luce, nebbia, vetro e immagini saranno i protagonisti. Un’installazione performativa che drammatizza effetti astratti e mette in scena reazioni naturali, quali l’aurora boreale e gli arcobaleni, per un invito ad ascoltare, guardare e riappropriarsi del proprio tempo.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito ufficiale dell’evento: fabbricaeuropa.net

Lorena Vallieri