“Col termine ” eccellenze campane ” oggi si descrive un prodotto di qualità in campo gastronomico. In questo caso non si tratta di un prodotto alimentare bensì artistico,fatto di tanto lavoro, tenacia ma soprattutto passione e creatività senza limiti. E’ il vaso di Elena Vitagliano, giovane disegnatrice di Manga, i fumetti giapponesi, che proprio nel suolo natìo dei suddetti disegni si è aggiudicata il 1° posto nel “Silent Manga Audition”,un GARA A CUI HANNO PARTECIPATO DISEGNATORI DI TUTTO IL MONDO E CHE IN GIURIA HA AVUTO NIENTEMENO CHE TSUSAKA HOJO ,autore di OCCHI DI GATTO e TETSUO HARA, autore di KEN IL GUERRIERO. Trasferitasi a Londra da alcuni anni, ha partecipato a numerosi concorsi e dal 2011 miete successi che la vedono in veste di vincitrice. abbiamo posto all’artista tre domande per meglio conoscere la sua formazione artistica;

Elena perchè disegnare proprio manga?

Sono cresciuta a pane e cartoni animati giapponesi. Non che sapessi che lo fossero mentre li guardavo da bambina… eppure riuscivo a sentire che c’era qualcosa di diverso in queste produzioni rispetto a…, per fare un esempio, “Tom e Jerry”. I personaggi e le loro vicende mi catturavano, lasciandomi ad ogni episodio con la domanda “E adesso cosa succederà?” Solo dopo un bel po’ ho scoperto che i cartoni che mi piacevano venivano dal Paese del Sol Levante, che molti li chiamavano “anime” (da animation) e che di molti di essi esisteva una versione cartacea, una versione a fumetti chiamata “manga”. Ho letto e leggo diversi tipi di fumetto, non solo quelli giapponesi. Leggo anche graphic novel, ho letto fumetti francesi e americani. Di molti ammiro il,disegno, di altri le storie ma il tipo di narrazione che mi coinvolge di più, a prescindere dal tipo di storia e dai disegni, è quella manga., il manga storytelling è quello in cui non vedi il protagonista che dà un pugno all’avversario bensì lo vivi insieme a lui. E questo è quello che amo e ho amato di più nel manga e che mi ha fatto desiderare di disegnarne. In poche parole, I manga mi hanno emozionato e cosi’ ho scelto il manga come mio “linguaggio”.

C’è una figura di docente che ha influenzato la tua passione incrementandola?

La maggior parte degli studi sul manga li ho fatti da autodidatta (esclusi pochi mesi di Scuola di fumetto a Napoli) ma se sai guardare bene, lungo la via, incontri tanti insegnanti. Una persona che però considero “sensei” (maestro in giapponese) c’è. Si chiama Midori Yamane e insegna manga storytelling. Ed è anche autrice del manga “Un posto dove vivere”. Non sono mai stata in classe con lei ciononostante mi ha insegnato gran parte di ciò che so. Mi ha preso sotto la sua ala protettiva anni fa (o forse l’ho costretta io con la mia insistenza!) e mi ha dato tanti impagabili consigli, ha guardato tanti miei storyboard, mi ha seguito. In pratica mi ha fatto da “editor” una figura molto importante nell’industria del manga, una figura che segue l’autore e che è il suo “primo lettore. I risultati non si sono visti subito ma negli anni. Avere una persona esperta a cui chiedere un consiglio è una gran fortuna! Avere un editor è una benedizione! Che progetti hai nell’immediato futuro? ti avremo al Comicon 2018 di Napoli?

I miei progetti, al momento, sono di impegnarmi nella collaborazione con la casa editrice giapponese Coamix e di produrre qualcosa di valido, che sappia comunicare un messaggio ma che sappia anche divertire… e di continuare a migliorare sia nel disegno che nella narrazione. Vedremo cosa succederà. Partecipo a diverse fiere, soprattutto all’estero ma magari chissà’… in qualche modo potrei essere al Napoli Comicon di quest’anno… mi farebbe davvero piacere! concludiamo con un beneaugurante ad majora alla stella nascente (anche nel paese del sol levante) del fumetto giapponese!

 

Gloria Ajello