Con “Mal comune”, autodramma della gente di Monticchiello, prosegue l’esperienza sociale e culturale della piccola comunità in provincia di Siena.

“Mal comune” non è sempre mezzo gaudio. Lo dimostra lo spettacolo proposto in questa calda estate 2017 dal Teatro Povero di Monticchiello, un progetto nato negli anni Sessanta del Novecento per iniziativa degli abitanti di un piccolo borgo medievale in provincia di Siena che reagirono così alla profonda crisi sociale e lavorativa che li travolse dopo la fine del sistema della mezzadria, su cui per secoli si era basata l’economia delle campagne toscane. Meno di trecento abitanti che hanno trovato la formula vincente per coinvolgere l’intera comunità in un progetto di riflessione etica e civile su ciò che li circonda e li riguarda, sul senso delle piccole e grandi trasformazioni nella vita quotidiana del borgo e delle persone che lo abitano. Sono loro, infatti, i creatori, gli attori e, in fondo, i destinatari principali dello spettacolo. Una drammaturgia partecipata che è anche apertura verso l’esterno, accoglienza e aggregazione. In altre parole, è un momento di creazione di un forte legame comunitario inteso nelle sue più ampie sfumature. O, per usare la definizione coniata da Giorgio Strehler e fatta propria dalla compagnia, un “autodramma” ideato, scritto e realizzato dalla gente di Monticchiello.

Diretto da Andrea Cresti, titolare sin dal 1981 delle regie di tutti gli spettacoli estivi, il Teatro Povero si è confrontato quest’anno con un argomento complesso seppur di grande attualità: il progetto governativo di semplificazione tecnico-amministrativa delle realtà locali e le sue ricadute sia sulle vite familiari e comunitarie, sia sui piccoli e talvolta precari equilibri locali, sia, infine, sugli egoismi individualistici. Un tema affrontato con un intelligente sguardo dal basso che fa riflettere, non solo perché sottolinea come ragionare per numeri abbia ormai annullato l’individualità delle persone, ma anche per la capacità di innestare su queste riflessioni tutta una serie di problematiche per nulla secondarie come le tasse, la gestione degli anziani, la disoccupazione giovanile, la difficoltà delle donne di gestire maternità e lavoro. Il tutto affrontato non in senso astratto, ma nella concretezza della vita del borgo, a volte con un pizzico di nostalgia, ma anche un necessario sorriso.

Un sorriso che si rafforza se, per fruire al meglio l’autodramma di Monticchiello, si decide di immergersi nella realtà del paese, sperimentando l’ospitalità e l’accoglienza dei suoi abitanti. Magari gustando un buon bicchiere di vino con vista sulla splendida Val d’Orcia, o cenando alla Taverna di Bronzone gestita dallo stesso Teatro Povero , che offre ricette tipiche della zona come i pici artigianali, o pernottando nel borgo per risvegliarsi con un’ottima colazione casalinga.

Monticchiello (Si) – Piazza della Commenda, 6 agosto 2017

Lorena Vallieri

MAL COMUNE – autodramma della gente di Monticchiello

Regia di Andrea Cresti.