Si è conclusa ieri la seconda edizione del CHIU’ – Festival di illustrazione e dintorni, che dal 7 al 12 agosto 2016, ospitato da MAT – Laboratorio urbano di Terlizzi (Ba).

L’appuntamento – organizzato da Collettivo Zebù, SPINE Temporary Small Press Bookstore e Zebù Label/centro serigrafico – prevedeva numerose attività dai workshop, alle mostre, dagli eventi alle presentazioni, ma anche drawing show, incontri con gli artisti, proiezioni, concerti, spettacoli teatrali, residenze artistiche.

Come nella scorsa edizione, anche quest’anno i curiosi hanno potuto visitare tre mostre permanenti, accessibili per tutta la durata del festival: La beffa delle donne, dove 30 diversi illustratori rielaboravano la settima giornata del Decamerone in 30 opere diverse (a cura del collettivo di illustratrici toscane Le Vanvere); Maptos: segni da lontano, la personale di Martoz che proponeva i lavori provenienti dalla sua esperienza a Mosca presso la “Bratec Lis Gallery”, ma anche – in esclusiva – le sue opere per la prossima uscita di “Amore di lontano” con Canicola Edizioni; Fuorimoda, collettiva curata da Zebù Label con i lavori degli illustratori Massimiliano di Lauro, Rosalba Ambrico, Valentina Lorizzo, Carla Indipendente, Fortuna Todisco, Giovanni Forleo, Pelo di Cane, Ida Vè, Luigi Loquarto (Gig), Patrizia Mastrapasqua, Arianna Tempesta e Roberta Cagnetta. Oltre alle mostre permanenti, il programma del CHIÙ Festival prevedeva l’esposizione di alcune mostre giornaliere: Pazzi Per Gesù, una fanzine che riguardava le avventure di 14 amici di Gesù; Gli Scarabocchi di Maicol e Mirco, con il cinismo e l’irriverenza delle loro strisce; Museruola Edizioni, un progetto sull’analogico ideato da Rugge; Immaginario, mostra in cui sono state allestite le tavole del fumettista e illustratore che collabora con diverse realtà italiane (tra queste Canicola e Hamelin); il MAT ha ospitato inoltre le stampe di autori che collaborano con la casa editrice Kite Edizioni; “Quasi signorina”, esposizione delle tavole tratta dall’omonima graphic novel di Cristina Portolano per la casa editrice Topipittori.

Il CHIÙ, oltre ai personaggi noti nel mondo dell’illustrazione, ha dedicato spazio al teatro, al cinema, alla danza e alla musica: ogni sera infatti, è stato proposto un evento diverso. Dal rock e folk psichedelico dei C+C= Maxigross, alle chitarre acustiche degli Homelette, per passare dal funk e dall’hip hop nu soul e broken beat dei Funk rimini.

Ieri sera c’è stato inoltre l’appuntamento con i Cairobi, già Vadoinmessico e con la loro musica e Makai, il monile di Dario Tatoli, producer, sound designer e polistrumentista dei Flowers or Razorwire.

Sono state proposte inoltre numerose proiezioni tra cui “Il bambino che scoprì il mondo”, cartone animato brasiliano di Abreu (Miglior film al Festival di Annecy nel 2014) e candidato premio Oscar come miglio film d’animazione.

Ogni sera, sono stati poi organizzati diversi talk con artisti d’eccezione tra cui Martoz, Le Vanvere, Fuorimoda, Maicol e Mirco, Valentina Mai, l’art director di Kite Edizioni.

Quest’anno, il MAT-Laboratorio urbano ha ospitato la residenza artistica “Flying Fishes”, per 7 danzatori e curata dal performer della CIE. Tuain Physicaldacetheatre Yoris Petrillo. Il lavoro del workshop si è poi trasformato in uno spettacolo messo in scena l’11 agosto.

Molto altro spazio è stato dedicato ai workshop e all’editoria, con una presentazione di libri illustrati selezionati appositamente dall’associazione culturale Spine.

Un festival dalle mille risorse, da seguire con interesse.

                                                                                                                      Alessandra Lacavalla