Dopo 24 anni riproposto con successo l’adattamento italiano di Angelo Savelli del testo di José Sanchis Sinisterra.

Carmela e Paolino_10039La stagione 2014/2015 del Teatro di Rifredi inizia sotto il segno di una riproposta, quella di “Carmela e Paolino varietà sopraffino”, una brillante commedia di argomento metateatrale prodotta nel 1990 da Pupi e Fresedde e ispirata ad “¡Ay, Carmela!” del drammaturgo spagnolo José Sanchis Sinisterra. Protagonisti due attori del calibro di Edy Angelillo e Gennaro Cannavacciuolo, adattamento e regia di Angelo Savelli, con musiche dal vivo. Uno spettacolo di successo che ha già alle spalle otto anni di fortunate tournée in Italia, Europa e Sud America.

Il testo originale, ambientato nella Spagna del 1938, racconta la vicenda di due commedianti di provincia che durante la guerra civile spagnola furono fatti prigionieri dai falangisti e costretti a improvvisare uno scalcinato ma esilarante spettacolo dal tragico esito finale. La pièce, scritta nel 1986, debuttò a Saragozza con un allestimento diretto da Josè Luis Gomez e ottenne un immediato successo di pubblico e critica, tanto da far vincere al suo autore numerosi premi tra cui il prestigioso Premios Max de las Artes Escènicas dell’Istituito dalla Sociedad General de Autores y Editores quale Mejor autoría teatral (1999). Non solo. Essa divenne in breve tempo uno dei testi della drammaturgia spagnola contemporanea più rappresentati al mondo e, nel 1990, ne venne fatta una versione cinematografica diretta da Carlos Saura, con Carmen Maura nel ruolo di Carmela e Andrès Pajares in quello di Paulino. Proprio per quel ruolo Maura ottenne il riconoscimento di Miglior attrice all’European Film Awards del 1990, mentre il film conquistò, nel 1991, 13 Premi Goya su 15 candidature.

Carmela e Paolino_10036ridIn quello stesso 1990 la Compagnia Pupi e Fresedde esordì al Festival diRadicondoli con “Carmela e Paolino varietà sopraffino”, adattamento tutto italiano del testo di José Sanchis Sinisterra. In accordo con l’autore, il regista Angelo Savelli trasferì le vicende narrate dalla Spagna franchista all’Italia devastata dal secondo conflitto mondiale. Ci ritroviamo così nel 1944 in un teatro vuoto e gelido di uno sperduto paesino dell’entroterra abruzzese, Pratola Peligna, dove domina incontrastata la prepotenza delle truppe tedesche. Difficile pensare che in un ambiente così possano ancora riecheggiare risate e leggerezza. Eppure i nostri due attori, prigionieri degli invasori, sono costretti a mettere in scena uno spettacolo di varietà. La serata diventa un’occasione per Savelli per realizzare un omaggio alla comicità napoletana, con chiari riferimenti a Nino Taranto, Totò, Anna Magnani, Macario, Gil e Cioffi, il trio Lescano, Rascel, per citarne alcuni.

Ma, soprattutto, essa diventa il pretesto per affrontare un tema scottante e ancora oggi di grande attualità come quello della guerra, delle violenze ad essa legate, della negazione della dignità umana. A quella sorta di avanspettacolo, fatto di luci, colori e paillettes, vengono infatti costretti ad assistere un gruppo di prigionieri destinati alla fucilazione. Carmela, idealista e coraggiosa, non ci sta e, quando le viene richiesto uno sketch sessualmente troppo esplicito, si rifiuta. Ma la sua ribellione non può che avere un tragico finale, quello di un colpo di pistola sparato da uno dei soldati presenti in sala. La morte della donna pone però un altro interessante argomento di riflessione: quello della memoria. Carmela infatti torna a far visita a Paolino, e chiede, pretende, di essere ricordata, perché il suo sacrificio non vada perduto. Il ‘deserto’ in cui si trova, una sorta di limbo, è sempre più affollato per le vittime della guerra, destinate a svanire quando i vivi si dimenticheranno di loro. E allora non resta che fondare, con altre anime, un’associazione della memoria, perché il passato continui a insegnare ai vivi. A cominciare dal pavido Paolino.

Firenze – TEATRO DI RIFREDI, 10 ottobre 2014

Lorena Vallieri

CARMELA E PAOLINO VARIETÀ SOPRAFFINO – Pupi e Fresedde-Teatro diRifredi. Autore: José Sanchis Sinisterra; traduzione, adattamento e regia: Angelo Savelli; musiche originali: Mario Pagano; scene e costumi: Tobia Ercolino; luci: Alberto Mariani; assitenti alla regia e figuranti: Mattia Rigatti e Samuele Picchi.

Interpreti: Edy Angelillo, Gennaro Cannavacciuolo; musiche eseguite dal vivo: Marco Bucci (pianoforte), Ruben Chaviano (violino), Simone Ermini (sassofono e clarinetto).