Balletto del Sud e la regina italiana del balletto classico insieme in una serata da mille e una notte.

Un’amatissima Carla Fracci che, nonostante sia in là con gli anni, sembra immortale nella leggerezza e grazia del corpo e nella profondità dell’espressività facciale. Il coreografo Fredy Franzutti, ideatore di questo allestimento di “Shéhérazade e le mille e una notte”, presenta lo spettacolo, creato nel 2003 ma rivisto e riportato in scena più volte. La compagnia Balletto del Sud rende possibili i racconti narrati dall’attore Andrea Sirianni. La Versiliana Festival chiude il programma di luglio con questa bellissima serata all’insegna della fiaba.

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Shéhérazade è una fanciulla che proviene da tempi e luoghi lontani; ennesima moglie di un Sultano che è solito uccidere le proprie consorti dopo la prima notte di nozze, ha, oltre all’astuzia, un dono che la salverà: quello di raccontare favole. Il Sultano, ammaliato da quelle storie, viene intrappolato in una dimensione ancor più remota. L’attore Andrea Sirianni, nel duplice ruolo di Shéhérazade e del Sultano, rievoca i racconti orientali di Antoine Galland, intervallando i cinque colorati quadri del balletto di Franzutti, danzati sulle musiche originali di Nikolaj Rimsky-Korsakov e riuniti in un unico atto. Carla Fracci, nel ruolo della regina degli abissi Thalassa, non fatica a risaltare come personaggio principale di questa rivisitazione de “Le mille e una notte”, una vera regina, nell’orbita del balletto classico, anima la scena in tutto il suo splendore, sostituendo virtuosismi ormai impossibili, con armonia delle linee e capacità mimiche. Il resto della compagnia fa da cornice, entrando e uscendo da un quadro ricchissimo di colori e costumi, con un paesaggio marittimo che fa da sfondo alle storie narrate.

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L’intreccio appassiona, con gli avvincenti viaggi di Simbad, la caccia, da parte dell’arciere Mansur, di un uccello dalle piume d’oro, le vicende del ladro Aladino, e altre scene amorose e avventurose che culminano con un naufragio tra le onde del mare. Notevole il passo a tre Giumana-Mansur-Antar, in ambientazione boschereccia, ma anche la scena di Amir, incantatore di due ballerine nei panni di due serpenti e quella della bella Zobeïde che danza con il Corsaro. Sono ormai trascorse mille e una notte e Shéhérazade è ancora in vita. Anche il pubblico, incantato dalle storie di Shéhérazade, è affascinato e mai annoiato; l’onirico viaggio nelle misteriose notti d’oriente è scintilla di una nuova curiosità, che stimola la voglia di ricerca e conoscenza, intese come cultura, dove la fantasia non è mai fine a se stessa. Quando una produzione spettacolare non è piatta messinscena ma creazione artistica a tutto tondo, eventuali piccole pecche tecniche nella danza passano in secondo piano. La visione generale dell’ideatore, pian piano, viene trasmessa allo spettatore che, se all’inizio non sa quale dei tanti dettagli osservare, alla fine, così coinvolto nella storia, riesce ad assumerne lo stesso punto di vista.

Marina di Pietrasanta – TEATRO GRANDE LA VERSILIANA, 1 agosto 2016.

Benedetta Colasanti

SHÉHÉRAZADE e le mille e una notte – Coreografia, testi, scene e costumi: Fredy Franzutti; realizzazione scene: Francesco Palma; soggetto: Antoine Galland; musiche: Nikolaj Rimsky-Korsakov; interpreti 1° quadro: Andrea Sirianni (il Sultano e Shéhérazade); Carla Fracci (Thalassa, la regina degli abissi); Carlos Montalván (Simbad il marinaio); Ciro Iorio, Lucio Mautone, Stefano Sacco, Alexander Yakovlev, Luca Rimolo, Daniel Agudo Gallardo (i tritoni); Federica Resta, Francesca Bruno, Francesca Raule, Martina Minniti, Beatrice Bartolomei, Alice Leoncini (le onde); interpreti 2° quadro: Martina Minniti (Giumana); Alexander Yakovlev (Mansur); Ciro Iorio (Antar); interpreti 3° quadro: Daniel Agudo Gallardo (Amir l’incantatore di serpenti); Francesca Raule, Alice Leoncini (i cobra); Lucio Mutone, Luca Rimolo (i geni della lampada); Beatrice Bartolomei, Federica Resta, Francesca Bruno (le tre virtù); interpreti 4° quadro: Nuria Salado Fusté (Zobeïde); Alessandro De Ceglia (il Corsaro); interpreti 5° quadro: Francesca Raule, Luca Rimolo, Martina Minniti, Stefano Sacco (i moretti); Ciro Iorio, Daniel Agudo Gallardo, Lucio Mautone (i venditori di tappeti); Francesca Bruno, Beatrice Bartolomei, Alice Leoncini (le odalische).