La rinascita annuale di Giacomo Puccini nella sua amata Torre del Lago.

Andando verso il grande teatro all’aperto di Torre del Lago, percorrendo la via che porta anche al lago di Massaciuccoli, le strade prendono il nome delle opere del maestro Giacomo Puccini. L’edizione 2016 è pronta ad ospitare, come ogni anno, alcune di queste celebri opere. La 62° stagione, che si apre il 15 luglio con “Tosca”, accoglierà anche altri interessanti eventi.

Lo spettacolo d’inaugurazione, “Tosca”, è un allestimento tradizionale, che vede, per la regia, il debutto di Enrico Vanzina nel mondo dell’opera. Il regista dichiara fedeltà al libretto di Illica e Giacosa e alla musica di Puccini, diretta dal maestro Alberto Veronesi che, nelle recite di agosto, lascerà l’orchestra alla direzione di Lorenzo Castriota Skanderberg. “La Bohème” è un’opera ispirata da un testo francese dell’800, firmato da Henri Murger, che descrive una Parigi quasi fiabesca. Anche Marco Scola di Mambro è ispirato dalla regia di Ettore Scola, che riprende con attenzione e passione, riportandola sul palcoscenico di Torre del Lago anche per questa edizione. Dirigono l’orchestra Fabio Mastrangelo e Jacopo Sipari di Pescasseroli; nel ruolo di Mimì due voci italiane, quella di Fiorenza Cedolins e quella di Silvana Froli. Segue la messinscena di “Turandot”, al 90° anniversario della prima esecuzione. La colorata vicenda di una lontana Cina è, anche per il regista Enrico Stinchelli, una favola, il cui lieto fine è una nota di speranza che brilla ancora nei tempi attuali. Il principe Calaf sarà rappresentato dal tenore Rudy Park, ormai conosciuto sulla scena pucciniana, alternato ad Amadi Laga; nei panni di Turandot, la soprano slovena Rebeka Lokar e Tso Han-Ying, dal Taiwan.

“Madama Butterfly” va al di là della pura arte, ponendosi come evento ufficiale del programma delle Celebrazioni del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia. Tra i lavori di Puccini, Illica e Giacosa, meno amati al debutto, era un’opera innovativa per i tempi, forse troppo esotica e troppo diversa dal canonico melodramma. Anche l’allestimento di Vivien Hewitt cerca di essere innovativo, immerso nelle scenografie dello scultore contemporaneo giapponese Kan Yasuda e animato dai costumi di Regina Scherecker, che trasforma il classico kimono. Donata D’Annunzio Lombardi sarà Cio-Cio-San, diretta, insieme all’orchestra e agli altri cantanti, da Eddi De Nadai. La stagione operistica si chiude con “Turandot” di Ferruccio Busoni, celebrato nel 150° anniversario della nascita; grande pianista, direttore d’orchestra, teorico e insegnante, compose anche una “Turandot” in cui si differenzia da Puccini per caratteri più divertenti e toni più spiccatamente fiabeschi. Il regista Alessandro Golinelli mette in scena un lavoro fatto con i giovani artisti del II livello dell’Accademia di Perfezionamento del Festival Puccini, mentre l’orchestra sarà diretta da Beatrice Venezi, debuttante al Festival pucciniano da una carriera già brillante anche all’estero. Fuori dal Festival, il grande teatro all’aperto ospiterà grandi spettacoli di danza e musica: il musical “Notre Dame de Paris”, il pianista Ezio Bosso, il concerto di Gigi D’Alessio e, nell’Auditorium Enrico Caruso, andrà in scena Emox Balletto, con regia e coreografia di Beatrice Paoleschi su musica di Giacomo Puccini e con la partecipazione di Andrea Buscemi.

Benedetta Colasanti