Al Piccolo Teatro Cts di Caserta è andato in scena, per la prima volta, “Ulisse, il folle volo”, scritto e diretto da Antonio Mocciola. Grazie alle musiche di Ciro Vinci, discrete ma molto evocative, il viaggio di Ulisse, interpretato da Giuliano Del Gaudio, diventa un vero e proprio percorso iniziatico, prendendo le mosse da un rito orfico di un misterioso “maestro” e fino agli incontri con Nausicaa e Circe, che non riescono a trattenerlo nelle rispettive isole, come del resto la stessa Penelope, destinata a restar sola nella sua Itaca anche dopo il ritorno del suo uomo. Tutte le donne sono interpetate da Benedetta Cenani, che da’ sfoggio di ottima presenza scenica – fino a un delicato ma potentissimo nudo finale, con una coraggiosa scena di sesso romantico – e di incantevole voce nei brani cantati a cappella durante la pièce. Passando con disinvoltura da Omero a Dante (ma con tanti concetti filosofici squisitamente occidentali) Antonio Mocciola cuce una drammaturgia apparentemente classicistica e quasi retorica, ma che in realtà nasconde sottotrame esplosive, dai risvolti affascinanti, disegnando un Ulisse che Del Gaudio sostiene, completamente nudo per tutto lo spettacolo, con slancio ed emozione, offrendo il suo corpo all’altare della rinuncia (alle donne, alla stasi, alle pozioni magiche).
La sala, stracolma, applaude un’operazione straniante, spiazzante, misteriosa, ermetica. Un Ulisse così non si era mai visto. “Un uomo empio”, taglia corto l’autore, nel salutare il pubblico. Si gira in fondo sempre sullo stesso punto. Vivere con Dio, senza Dio, contro Dio, nonostante Dio. Ulisse, travolto ma non vinto dal proprio narcisistico bisogno d’altrove, è più che mai un uomo moderno. E il suo folle volo, probabilmente, non planerà mai.
Alessia Coppola

