“Tutte le volte che sono diventato grande”

“Tutte le volte che sono diventato grande” è il nuovo lavoro di Giulio Macaione pubblicato da Bao Publishing.

Il volume si presenta quasi come un volumetto da manga e al suo interno proprio richiami a questo mondo ce ne sono tanti.

Il protagonista della vicenda è infatti Lucio, un ragazzino di 13 anni che scopre una passione innata per i cartoni animati giapponesi.

Ben presto scoprirà anche che quegli stessi cartoni che tanto lo entusiasmano in televisione, nascono prima di tutto come fumetti.

Il “problema” è che Lucio è particolarmente attratto da quei fumetti che però sono idealmente concepiti per un pubblico femminile.

Creamy e l’orda di maghette che negli anni ’80 invasero il piccolo schermo, fino ad arrivare all’avvento della straordinaria Sailor Moon.

Ma non solo cartoni animati, anche giocattoli comunemente associati ad un pubblico femminile, come le Barbie.

In realtà bambole fatte apposta per poter creare storie, stimolare la fantasia, un obiettivo utile sia per bambini che bambine.

Ma il genitore medio degli anni ’80, di una famiglia canonica del sud, come quella di Lucio, a queste cose non ci pensa.

Lucio stesso è diviso in due: la sua indole gli fa desiderare queste cose, ma il concetto comune gliele dipinge come sbagliate.

A quell’età, con gli impulsi che nascono improvvisi, con l’inconsapevolezza di mille cose, questo diventa quasi un incubo.

 

“Tutte le volte che sono diventato grande” racconta dei vari step che il piccolo Lucio raggiunge per capire meglio chi sia.

Lucio è solo un ragazzo, anche se più maturo per la sua età, glielo dicono sempre i suoi genitori a cui è molto legato.

Soprattutto sua madre che, per spronarlo ad essere diligente ed adulto, gli conferisce dei tappi di bottiglia come medaglie premio.

Arriva ad andare anche a prendere la sua sorellina da solo all’asilo pur di rendere contenta sua madre, fervente cattolica.

Proprio questo lato della madre inizierà fortemente a stridere con delle consapevolezze che il ragazzo inizierà ad avere.

Avere tredici anni è uno step importante per sé stesso e per il mondo che circonda, si assorbe tutto, e si riesce a comprendere meglio sé stessi.

Quelle stesse passioni conducono Lucio a scoprire il suo orientamento sessuale, la sua vera identità, che incuriosisce e spaventa.

Un modo di amare diverso da quello che tutti gli altri sembrano accogliere, eppure perchè qualcosa di così bello deve essere definito diabolico?

La protagonista de “L’esorcista” lo accompagna ogni notte a letto per ricordargli quanto certi percorsi siano sbagliati.

Ma d’altro canto gli eroi della sua adolescenza lo spronano ad essere sé stesso, a vincere le paure di un mondo che non lo accetta.

La paladina che veste alla marinara permetterà di vincere anche una battaglia così importante, quella della vita?

 

“Tutte le volte che sono diventato grande” approfondisce i rapporti chiave in un momento importante di crescita.

Ci sono molti personaggi che rappresentano delle identità, a favore o contro i vari passi che Lucio compirà in questo momento delicato della sua vita.

C’è la madre, una donna iper religiosa, gelosa fino al midollo, che finirà per pagare care le conseguenze dei suoi comportamenti.

Il padre, un uomo assente, duro e d’altri tempi, con cui è difficile avere un rapporto, viste le sostanziali differenze.

La sorellina, una ragazza piccola da accudire, che fa affidamento sul fratello maggiore che è un valido sostegno.

C’è la migliore amica, una persona vicina con cui fare i primi passi di crescita e con cui scoprire le fasi dell’amore nella sua volubilità.

Ma ci sono anche gli insegnanti, soprattutto la nuova di educazione artistica, materia su cui il protagonista vorrebbe basare il suo percorso.

Non mancherà la figura religiosa di un prete, un’immagine legata agli stereotipi che ovviamente non vede di buon occhio tutto quello che può essere lontano dalla tradizione.

Un nucleo di personaggi che ruoteranno intorno all’identità di Lucio e nel bene e nel male lo aiuteranno a seguire il suo percorso.

Un turbine di emozioni e di eventi che caratterizzerà la presa di posizione di un giovane ragazzo contro il mondo intero.

 

Giulio Macaione condensa in “Tutte le volte che sono diventato grande” https://naturheilpraxis-hauri.ch/ un percorso di crescita comune a molti ragazzi.

Un po’ autobiografica probabilmente la storia che viene raccontata in queste emozionantissime pagine.

Ci troviamo infatti negli anni ’80, siamo a Palermo e viene raccontata la storia di un ragazzo che vuole fare il fumettista.

Tanti punti in comune con l’autore già noto per validissime opere sempre pubblicate da Bao, che forse si esprime proprio in prima persona.

E’ piena di energia infatti ogni vignetta in cui Lucio dialoga con sé stesso, scosso dagli eventi che lo vedono protagonista.

I rapporti burrascosi con la famiglia, la paura di non essere come gli altri, il bullismo, le amicizie con cui non riesce ad aprirsi.

Gli incontri fortuiti però segneranno un cammino importante per il ragazzo, per la sua vita professionale ma anche quella artistica.

La scoperta di sé è un passaggio importante per ogni ragazzo e diventa ancora più delicato quando si scopre di essere differenti da quello che magari la gente si aspetta.

Il volume racconta una cosa importante, che noi tutti possiamo essere delle persone speciali, in qualunque modo noi siamo.

Che l’amore è amore, a prescindere a tutto, che è bello poter essere sé stessi realmente e non doversi vergognare di nulla, perchè non ce n’è motivo.

Un volume che andrebbe tranquillamente letto nelle scuole, perchè insegna anche una forma di educazione sentimentale e personale che potrebbero aiutare molti ragazzi timidi e insicuri.

“Tutte le volte che sono diventato grande” è un’ottima lettura per i giovani che stanno scoprendo da poco come affrontare la vita.

Ma è anche un bellissimo scrigno di emozioni per gli adulti che troveranno molti ricordi da sprigionare e magari qualche lacrimuccia da tirare fuori.

Gaetano Cutri

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