Stefano Coppola in “Trattami bene” al Tin di Napoli
“Sarò un James Dean nudo, fragile, innamorato

Domenica 9 novembre, nell’affascinante cornice del Teatro Instabile di Napoli, debutterà la nuova versione di “Trattami bene”, ovvero il rapporto morboso, ossessivo, per molti inedito, tra James Dean e Marlon Brando. Se quest’ultimo sarà interpretato da Eduardo D’Orsi, la parte dello sfortunato ragazzo dell’Indiana sarà affidata a Stefano Coppola, che abbiamo incontrato per una breve intervista.

“Trattami bene”, scritto da Antonio Mocciola, debutterà il 9 novembre in un luogo magico e prestigioso di Napoli, il Teatro Instabile (Tin). Il tema è scabroso: l’amore sadomasochistico tra due divi del cinema, completamente diversi tra loro, James Dean e Marlon Brando. Tu sei James, fragile, emotivo, completamente diverso dall’immaginario collettivo. Com’è stato l’approccio a questo personaggio?

è certamente una visione completamente diversa da quella dell’icona del cinema a cui siamo abituati. Ci siamo concentrati sul suo lato più fragile, più umano di James Dean. Un ragazzo dal vissuto difficile, che è asceso al rango di Divo forse troppo presto, e scomparso ancor più prematuramente. Un ragazzo che doveva nascondere tutte le sue debolezze per mantenere questa facciata con il pubblico. è stato un lavoro di immedesimazione. Mi sono documentato prima di tutto sulla sua biografia. La domanda fondamentale come con ogni personaggio è: come mi sentirei nei suoi panni? E poi po studiato approfonditamente le interviste fatte a Dean, ho cercato ogni barlume della sua fragilità dietro la facciata da duro imperscrutabile.

Lo spettacolo è molto forte, a livello di immagine. Sarai per tutto lo spettacolo completamente nudo, in esatta contrapposizione al tuo compagno di scena. Come ti approcci a questa esperienza? 

In realtà con molta naturalezza. Ho un approccio molto “asettico” al nudo. Quando è ben contestualizzato, è solo un costume come un altro. In questo caso ha un forte valore simbolico e narrativo. E ciò è accentuato ancora di più dalla contrapposizione con il mio compagno di scena, per l’appunto. Sono sicuro che questo contribuirà a rendere ancora più di impatto la messa in scena.

Che momento è della tua carriera attoriale, e come si inserisce questo attesissimo spettacolo nel tuo percorso?

Questo spettacolo è una sfida, come ogni nuovo progetto. Quando mi si presentano testi di questo calibro, da un lato mi viene da pensare che tutte le esperienze artistiche passate  mi abbiano preparato a tale sfida, dall’altro mi sento motivato a migliorarmi ulteriormente, ad alzare l’asticella. Voglio che ogni mio lavoro sia superiore al precedente. O almeno questa è la mia ambizione. Sarà poi il pubblico a giudicare, naturalmente.

Quali sono secondo te i tuoi pregi e i tuoi difetti del tuo lato attoriale?

La mia capacità più grande è sicuramente la versatilità. Ho sempre avuto una buona inventiva  e ottime capacità di improvvisazione, che mi consentono di adattarmi in scena ad ogni evenienza. Per quanto riguarda i miei difetti, direi che la mia tecnica non è ancora raffinata come vorrei. Ha ancora molto margine di miglioramento. E percepisco ancora una certa rigidità, altro aspetto su cui dovrò lavorare.

Alessia Coppola

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