Pasquale Ferro, una vita per la libertà espressiva
“La mia scuola è stata Napoli, con le sue contraddizioni”

Abbiamo intervistato lo scrittore e drammaturgo Pasquale Ferro, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Sei un autore di fama riconosciuta; come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?

Sono un uomo a cui é stata negata la scuola. Nonostante questo, sono riuscito a scrivere dieci libri. Forse sono l’unico napoletano tradotto e pubblicato in lingua russa, con quattro titoli a tematiche omosessuale, più “I racconti di un cane camorrista” (che presto verrà pubblicato anche in Italia) con una casa editrice coraggiosa, indipendente “ilmondodisuk” un editore che mi consente di esprimermi liberamente senza nessuna censura… Grazie Donatella Gallone.

 

Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?

La mia scuola è stata la mia città, con le sue contraddizioni, i suoi colori, la sua anima. Forse se non fossi nato in questa città, e non avrei respirato le sue tradizioni, non sarei mai diventato un autore. Sono stato aiutato dal mio essere curioso della vita, attento alle gestualità, alle terminologie, alla parola detta… ma non detta.. tipica del nostro essere napoletani.  Ma sono sempre in fase di crescita… sono anni che faccio volontariato nel carcere di Poggioreale, reparto omosex e donne trans, per me significa, ancora scuola, ancora apprendere.

 

C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?

Non penso mai al passato, sono un uomo proiettato nel futuro. I miei errori mi hanno aiutato a crescere… guardo solo il futuro aspettando gli alieni. Se a volte la mia penna non è stata compresa, per me è stato un motivo di crescita. Forse avrei preferito che il pensiero degli altri mi fosse riferito dalle stesse persone. Faccio l’autore di teatro, di romanzi, per una vera passione, per il mio attivismo per i diritti  da oltre cinquant’anni… sicuramente per me non è un gioco… la potrei definire una vera “missione” che comporta sacrifici, lavoro, tempo.

 

La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà, ed anche per il progetto “Le vittime di Dio”. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?

Nasco come attore negli anni ottanta, per film in super8, recitavo nudo con scene d’amore con storie che raccontavano solitudine, emarginazione, omofobia. Sono stato modello per nudi artistici, spesso anche a teatro recitavo nudo. Inoltre ho creato la prima sauna gay al sud d’Italia, dove tutti i giorni mi confronto con corpi nudi,  ammiro le persone di una età certa, che senza nessun imbarazzo girano nudi naturalmente esibendo il loro essere. La nudità è essere liberi… io sono per la libertà. Oggi a quasi settant’anni… mi piace ancora il mio corpo, dove il tempo decide il cambiamento.

 

Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile? 

Il pensiero è cambiato… ma c’è tanta strada da fare…fortunatamente i social, la TV, film, pubblicità, teatro, dove spesso propongono la bellezza del nudo. Questo aiuta molto. Quando sono stato contattato per posare per il progetto “Addosso” sono stato felice della proposta, anche perché Antonio Mocciola (l’autore) mi ha lasciato libero di esprimermi come volevo. Ho scelto di farmi riprendere nudo, coperto solo da un triangolo rosa, e un numero sul braccio. Tutto ricordava i deportati omosessuali nei lager.. Visto il mio passato… nessun imbarazzo, in un clima amichevole.

Sam Valenti

 

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