Nicola Martiello, modello per un giorno
Per nobili cause affronto la mia timidezza

Abbiamo intervistato Nicola Martiello, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo, con la compagna Marianna Sgamato, davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso professionale?

Oggi faccio il tecnico informatico presso un’azienda, il mio percorso nasce ai tempi della scuola dove condivido l’interesse per le tecnologie con il mio compagno di banco partendo dalle console di giochi ad arrivare ai pc e tutto ciò che lo circonda. Questa passione, per un periodo, mi avvicina al teatro ed al cinema prestando supporto agli amici come tecnico suono/luci e come operatore e montatore per cortometraggi. Questa frequentazione del mondo dell’arte mi arricchisce di esperienze, di amicizie, mi incuriosisco ad una cultura diversa dall’educazione genitoriale e dai classici percorsi di scuola dove non sempre si è fortunati ad incontrare professori o insegnanti che ti instradano a certe sensibilità. Poi la vita ti pone davanti delle scelte e alla fine proseguo nel settore informatico dove mi affermo fino ad intraprendere l’attività di piccolo imprenditore e successivamente come dipendente di azienda nel settore IT.

Quanto ha inciso nella tua creatività l’essere napoletano?

Abbastanza, a Napoli si intrecciano diverse culture e se sei curioso fai delle scoperte che arricchiscono la creatività di tutti

C’è qualcosa del tuo percorso professionale che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?

Nel mio percorso professionale avrei voluto perdere meno tempo in cose che all’epoca non avevo percezione fossero superflue per investirle nel completare il percorso universitario. Quello che è stato poco compreso è stato l’altruismo nel dedicare il mio tempo ad alcune persone che alle volte hanno pensato che il tuo tempo gli sia dovuto.

La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà, ed anche per il progetto “Le vittime di Dio”. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?

Certo ho provato imbarazzo quando mi è stato proposto tant’è che non sono stato subito convinto di rispondere “si” ma la stima nei confronti dell’autore (Antonio Mocciola) e poi l’aver ascoltato e compreso il progetto mi hanno spinto a superare un mio “limite” ed esserne stato piacevolmente coinvolto.

Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?

Sicuramente si, c’è ancora tanta strada da fare.

Sam Valenti

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