Kafka e Rimbaud, una serata a Napoli Due grandi autori vengono celebrati da altrettanti monologhi, intervallati da musica d’autore. E’ sicuramente la nudità la chiave di lettura che ha accompagnato la serata evento presso il salotto Terracciano di Napoli. Due monologhi e uno spazio musicale d’autore sono infatti stati letti in una veste del tutto adamitica.

Ad aprire la serata Luca Arenella, giovanissimo attore che si cimenta con un nudo integrale in scena per la prima volta. “Le ali spezzate di Kafka” è il nome del lavoro scritto da Antonio Mocciola che rappresenta una lettera-racconto dell’autore a suo padre. Un’accusa, uno sfogo che mette in luce un florilegio di emozioni, letteralmente a nudo, come l’attore si presenta. Un rapporto forte quello che lega l’autore boemo con il suo genitore, un risvolto inedito della sua vita puramente personale. Il giovanissimo attore ha subito la forte emozione del debutto per la prova importante che lo ha visto mostrarsi in scena senza nessun tipo di filtro. La sua capacità di riprendere il lavoro dopo la piccola defaillance ha portato a termine un testo forte che un ragazzo così giovane ha avuto estremo coraggio a portare in scena.

Solo a piedi nudi invece Cuoti, altrettanto giovane artista, che ha portato musica alla serata. Nella sua parentesi ha offerto in ascolto brani del repertorio cantautorale italiano italiano, lasciando spazio anche a suoi brani inediti. Il cambiamento e le nuove strade sono stati il filo conduttore dei pezzi scelti, non scontati per il primo concerto ufficiale del musicista. Un piacevole ascolto per un giovanissimo artista che potrebbe di certo promettere un buon percorso di carriera. Ottima rappresentazione dei brani noti pescati dal repertorio di autori anni 70 e 80 e un buon piglio per il suo lavoro inedito che racconta gli anni difficili del passaggio tra giovinezza e età adulta.

Ultima perla della serata un monologo stavolta dedicato a Rimbaud, intitolato “Ho scritto il silenzio”, sempre scritto da Mocciola, ma interpretato da Emanuele Di Simone. Il monologo era già stato presentato come parte di un trittico di lavoro dedicato ai poeti maledetti. Rimbaud, completamente nudo per tutta la durata del lavoro teatrale ha emozionato con la sua storia. L’attore diretto da Giuseppe Brandi ha già sostenuto questa prova ed ancora una volta ha messo in luce tutte le sue doti professionali. Non facile reggere la scena senza veli attraverso un testo che possa incarnare l’anima di un artista così controverso. L’atmosfera della serata è stata calda e conviviale, un salotto a tutti gli effetti per accompagnare tre pregiati momenti artistici. Un salto da un autore all’altro, transitando tra teatro e musica, abbracciando l’arte più pura, quella vera e nuda, in ogni senso. Ragazzi giovani che, senza filtri, vogliono vivere appieno il teatro e la musica senza fronzoli, ma col gusto di trasmettere emozioni. Mocciola ancora una volta ha presentato un progetto capace di mixare cultura, arte ed intrattenimento. Un esperimento capace di ravvivare il filone culturale napoletano per portare genuinità e un occhio indiscreto sul talento di giovani promettenti attori.
Gaetano Cutri

