E’ pronta al debutto con “La violenza del tuo amore” Antonella Formisano, quinta ospite della rassegna “Storie nude” ideata dall’Associazione Kaos. Al Mercato Nero di Atripalda (Avellino), domenica 22 marzo, rivivrà la figura di Gemma Galgani. Abbiamo intervistato la protagonista del monologo, campana d’origine ma romana d’adozione.
“La violenza del tuo amore” è un testo scritto e diretto da Antonio Mocciola, ma che ti vede da sola in scena. È la prima volta che affronti un monologo? Di cosa si tratta?
Ho già avuto modo di affrontare dei monologhi in scena, ma relativamente brevi; è la prima volta che affronto un monologo con uno spessore del genere. In questo caso interpreto Gemma Galgani: una santa, una mistica, una veggente; ma prima di tutto una persona che ha portato un grande e puro amore nel cuore e una grande e infernale sofferenza nel corpo.
È più difficile o relativamente più semplice portare in scena un personaggio realmente esistito, in questo caso Gemma Galgani? Ti è capitato già altre volte?
Portare in scena un personaggio realmente esistito richiede una grande responsabilità e una grande empatia, ognuno di noi porta con sé esperienze di vita e scelte che ci rendono le persone che siamo, per questo ritengo sia giusto abbracciare il vissuto del personaggio per ridargli il giusto respiro. Recentemente mi è capitato di interpretare un’altra donna realmente esistita, Ida Rubinstein nello spettacolo “D’Annunzio Vobis”; due donne forti, ma in modi completamente diversi.
Che aspetto ti ha colpito di Gemma? C’é qualcosa di lei che ritrovi in te?
Di Gemma mi ha colpito il suo saper vedere anche nelle cose più terribili una luce. È un messaggio che cerco di divulgare da sempre alle persone a cui voglio bene o a chi mi chiede un semplicemente un consiglio in un momento di difficoltà.
Affidare un monologo intero è un gesto di grande fiducia da parte dell’autore e di grande responsabilità per l’attore. Com’è nata l’idea e l’incontro tra te ed Antonio?
Il primo incontro con Antonio è stato molto bello, ci siamo capiti sin da subito e mi ha colpito tutto l’amore che mette in ogni sua opera. Prima di questo incontro ci eravamo sentiti solo telefonicamente grazie a Giuliano Del Gaudio, che ci ha messi in contatto, per lui stava scrivendo “Ulisse – Il folle volo”, spettacolo di cui sono stata assistente alla regia. Dopo la fine di una delle messe in scena dello spettacolo, i due mi mostrano una foto di Gemma Galgani dicendomi che le somiglio molto, quindi poi Antonio mi parla del progetto e delle ricerche storiche che aveva fatto su Gemma, io accetto con curiosità, sapendo che sarebbe stata una bella prova attoriale per me.
Lo spettacolo ti vedrà in scena il 22 marzo, negli intimi spazi del Mercato Nero di Atripalda. Secondo te sarà difficile recitare per tutto il tempo, da sola e completamente nuda, col pubblico che si trova a un centimetro dal tuo corpo, dalla tua voce?
È un’esperienza nuova per me, ma è anche una sfida. Il pubblico che verrà non vedrà un corpo nudo, ma emozioni trasparenti che riporteranno in vita Gemma e la fede che l’ha guidata fino al suo ultimo respiro terreno.
Una domanda che può essere utile agli attori che si stanno approcciando ora al mestiere: Che tipo di lavoro tecnico e psicologico hai fatto o stai facendo per superare l’eventuale imbarazzo di un’esperienza del genere?
Antonella potrebbe provare imbarazzo, Gemma Galgani no, ed io durante il monologo non sarò me.
Checché se ne dica, uno spettacolo di nudo integrale (di cui Antonio Mocciola è uno dei capostipiti, ottenendo numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero) non lascia mai indifferenti: prima di approcciarti a questo tipo di allestimento, hai avuto perplessità? Da pubblico hai visto mai esperimenti del genere, e avresti mai pensato di esserne un giorno protagonista?
Prima di approcciarmi a questo tipo di allestimento ho voluto vivere l’esperienza da pubblico. Il primo spettacolo di Antonio lo vidi due anni fa a Cappella Orsini – Roma, il più recente al Teatro Ivelise – Roma con protagonista Salvo Lupo e…sinceramente dopo il primo impatto non ci si fa più caso alla nudità; la profondità delle parole, le forti emozioni trasmesse e l’originalità che ogni storia porta con sé prendono il sopravvento, prevalgono l’umanità, l’animo, la verità.
Diversi anni fa non avrei pensato di essere un giorno protagonista di uno spettacolo di questo genere, ma forse semplicemente perché non l’avevo mai visto, non ne ero a conoscenza.
Secondo te in Italia ci sono ancora problemi di bigottismo per quanto riguarda il nudo nell’arte? Noti differenze di accettazione del nudo maschile rispetto al femminile?
Sì, ci sono ancora problemi di bigottismo in Italia, ma non sarà per sempre così, ci sono tante persone intelligenti e confido in queste.
Per accettare una cosa bisogna conoscerla; ci sono persone che per pura ignoranza (quindi per non conoscenza) giudicano un corpo, ma non conoscono nemmeno la realtà della loro essenza e del corpo ne conoscono solo il suo utilizzo meccanico.
A mio parere l’educazione sessuale e la didattica delle emozioni nelle scuole potrebbero migliorare la situazione.
Il tuo percorso di attrice com’è nato? Quali sono i prossimi progetti e le aspettative che nutri sulla tua carriera?
Il mio percorso da attrice è iniziato circa 12 anni fa dal teatro e dal canto, per poi proseguire con il cinema, la TV e il doppiaggio. Cerco di imparare sempre qualcosa di nuovo; continuo a studiare, ad accettare critiche, ascoltare consigli e a mettermi alla prova, penso che solo così si possa migliorare.
In uscita nei prossimi mesi ci sarà una composizione orchestrale di Fabrizio Licheri, il cui video musicale mi vede protagonista insieme a Leonardo Santoleri, oggi regista, ma con un passato da attore.
Per il resto ci sono progetti in cantiere, ma non posso ancora parlarne…se volete rimanere aggiornati vi aspetto sui miei social, pubblicherò lì novità quando possibile.
C’è qualcuno a cui devi dire grazie?
Vorrei ringraziare la mia famiglia, che crede in me, si fida di me e mi sostiene, da sempre, e questo mi riempie il cuore.
Antonio Mocciola mi sta dando tanta fiducia e supporto, quindi sicuramente ringrazio lui per tutto questo e non solo; tra le varie cose grazie allo spettacolo “D’Annunzio Vobis”, scritto sempre da lui, ho conosciuto persone splendide che ringrazio e spero di rivedere presto.
Ringrazio Felice Caputo e Rosaria Califano che ci ospiteranno al Mercato Nero – Atripalda (Avellino) e tutto il pubblico che sarà lì, persone testimoni di questa mia prima volta.
Alessia Coppola

