“La mia brutta abitudine”
Non tutto é come sembra

Sold out al teatro Ivelise di Roma per “La mia brutta abitudine” di Antonio Mocciola, con la regia Danny Di Diomede.

Liberamente tratto da “Confessioni di una maschera” di Yukio Mishima, questo spettacolo porta in scena l’oriente in una forma insolita da quella che solitamente e superficialmente ci si immagina, seppur reale.

I protagonisti di questa vicenda sono Kocian (Salvo Lupo) e Sonoko (Francesca Minotto), i “tempi” sono scanditi con assoluta precizione dalla figura di Asuta (Lorenzo Baruzzi), mentre Obi (Giordano Ferretti) porta visibilmente con sè tutto ciò che fa parte del subconscio di Kocian.
In un momento di sospensione, vòlto ad un accrescimento della consapevolezza nella storia, appare Mizuko, sorella di Kocian (Cinthya Zuniga).

Non tutto è come sembra, ci sono costrutti che imprigionano le emozioni più di una maschera; in questo spettacolo si assiste alla rivelazione del desiderio, del dolore, dell’eros, della vita, della morte, della vergogna, della repulsione, dell’inganno e dell’accettazione, rivelazione accolta e accompagnata dalle musiche originali di Andrea Causapruna.

Se si dovesse riassumere con una frase questo spettacolo “Voglio far parte anche io della geografia del tuo dolore” sarebbe quella più adatta; perché anche quando il dolore sembra pervadere e sovrastare ogni cosa, c’è un ecosistema di emozioni che vuole essere liberato. Prendere parte al dolore con empatia ed accettarlo, porta alla chiave di ciò che è sommerso.

In questa messa in scena le scelte registiche portano ad un’atmosfera in cui tempo passa e sembra apparentemente non succedere nulla, ma chi si abbandona al flusso degli eventi saprà sentire tutto cambiare tra le ricercate parole di Antonio Mocciola pronunciate dagli attori con il cuore in gola.
La passione per il mondo orientale è fortemente percepita durante l’interpretazione di Salvo Lupo, complice con la sua pungente delicatezza è Francesca Minotto.

“È più facile separarsi che incontrarsi e rimanere”, ma i nostri protagonisti cosa faranno? Continueranno a vivere una doppia vita, separando il voler essere dal voler sembrare, o si vedranno per tutto ciò che appartiene alla loro essenza?
Il subconscio (Giordano Ferretti) e il tempo (Lorenzo Baruzzi) saranno complici o traditori della verità?Il sesso, l’amore, la repulsione, la felicità sono solo alcune delle tematiche che vengono messe in discussione in questo spettacolo intenso e forte, dove la durezza e la fragilità si sposano in un connubio necessario.Questo spettacolo scritto con meticolosità e diretto con attenzione all’estetica nella sua purezza, è un successo che scuote le anime, anche quelle più ferme.

Antonella Formisano

Share the Post:

Leggi anche