La coraggiosa interpretabilità
di Dorian Gray

La scena è quella di una discoteca dove la musica techno, le luci cupe e i fumi di ghiaccio
secco avvolgono due sensuali ballerine di lap dance. È il rifugio/prigione di un novello
Dorian Gray che sublima tutta la sua vita di libertinaggio ed edonismo incontrando
personaggi di ogni epoca che gli si appalesano in un vortice di apparizioni, contatti, scambi
più o meno fugaci e che puntualmente lo inchiodano, torturandolo nella psiche e
nell’anima, alla sua eterna e inespiabile condanna esistenziale.
“Æterno Dorian club” è la personalissima rilettura del celebre ed unico romanzo di Oscar
Wilde ad opera di Matteo Fasanella, valido e coraggioso drammaturgo (nonché regista),
che – influenzato dal fascino delle atmosfere gotiche – trova in questo libero adattamento
un giacimento pressoché inesauribile di spunti, incrociando le vicende filologiche
romanzesche con protagonisti vissuti in altre epoche. Ecco quindi che al pari del pittore
Basil Hallward, del suadente e tentatore Lord Henry Wotton, dell’amata e dannata Sybil
Vane, compaiono al fianco del protagonista Andy Wahrol, Virginia Wolf, Zelda Fitzgerald,
John Lennon e David Bowie che compaiono come fantasmi esistenziali, generatori di un
confronto sempre doloroso e lacerante per la stabilità di un protagonista che si rivela a noi
sempre più nel lato dell’abisso che in quello dell’epicureismo. Operazione molto delicata e
forse un poco presuntuosa, ma non si può chiedere al teatro ardimento e sperimentazione
per poi rifugiarsi nel tepore del classicismo e della tradizione.
L’effetto è piacevolmente straniante e quattro dei cinque attori sono chiamati a vestire i
panni di personaggi molto diversi cui sanno conferire la giusta chiave interpretativa. Il
risultato è quello di un intreccio di carnefici che, come un incubo ad occhi aperti, stringono
a turno maglie di dolore e patimento per via delle quali Dorian Gray scivola in un graduale
precipizio.
Convince molto la presenza di più livelli di lettura e l’intreccio disinvolto tra i diversi piani di
realtà e immaginifico. Meno, forse, l’eccesso di personaggi e la tendenza a sovraccaricare
le dinamiche relazionali già abbastanza complesse anche solo per l’innovativa scelta
drammaturgica a monte.
Costantino Seghi è il protagonista e mai preferenza poteva essere più felice per physique
du rôle e attinenza; generoso e concentrato restituisce al personaggio credibilità e
pertinenza in uno sforzo attoriale profondo e di lunga durata. Lorenzo Martinelli è una
garanzia in tutti gli spettacoli della Darkside: versatile, aderente e simbiotico a qualsiasi
personaggio, anche il suo Lord Wotton svetta per immedesimazione e veridicità.

Francesco Giannotti

Teatrosophia – Roma
19 – 23 novembre 2025 / 26 – 30 novembre 2025
“Æterno Dorian club” di Matteo Fasanella
regia Matteo Fasanella
con Costantino Seghi, Lorenza Martinelli, Nicolò Berti, Diana Forlani, Sabrina Sacchelli
voce fuori campo Gianni De Feo
aiuto regia Virna Zorzan
scenografia Alessio Giusto
coreografia Valentina Falanga
produzione DarkSide E.T.S.

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