In un teatro Federico Fellini gremito ed entusiasta, é andato in scena a Catania l’ultimo lavoro di Jessica Ferro, protagonista e regista di un testo di Carla Balsamo, “Una specie di felicità”. Il tema è attualissimo: come si può migliorare l’esistenza di una persona che sembra non avere sentimenti, che non utilizza i criteri del buon senso comune, che considera la realtà un ammasso infinito di dati da memorizzare? Qualcuno potrà mai renderla felice?
Alessandro vede il mondo come un insieme di nozioni da inserire in un database, e a sua volta la madre vede il mondo come il nemico da cui deve proteggere il figlio, a sua volta odiato dal padre che ubbidisce solo a criteri economici. La pedagogista, interpellata per dare un semplice supporto organizzativo agli studi di Alessandro, si trova catapultata in un ambiente alieno a qualsiasi convenzione sociale.
Sarà proprio lei a condurre Alessandro verso una visione esterna della propria patologia, rendendolo cosciente del fatto che con questa dovrà abituarsi a convivere.
In scena, oltre alla regista Jessica Ferro, anche l’autrice Carla Balsamo, inserite in un cast di alto livello formato da Gaetano Andrea Iacona, Tony Sgroi, Pietro Distefano, Stefano Alia, Jean-Luc Moreteau, Valentina Caruso e Rosa Correale.
Dirigere e interpretare un lavoro così complesso non era per nulla facile, ma Jessica Ferro riesce in un’impresa eccellente, conferendo vivacità e profondità ad uno spettacolo che viaggia spedito senza mai incappare in momenti di stanchezza. Il merito della Ferro (nomen omen) é quello di ottenere con polso fermo il meglio dai propri attori, a cui però non fa mancare affetto e protezione. Ed é per questo che “Una specie di felicità” ha raccolto unanimi consensi da una platea rapita e concentrata sull’azione e sulle parole del testo, apprezzando anche la coesione degli interpreti – cosa tutt’altro che scontata.
La cosa più difficile, negli spettacoli corali, è propria la regia, ma Jessica Ferro, abituata da anni a rimboccarsi le maniche in situazioni complicate e spesso spericolate, risolve ogni difficoltà con soluzioni innovative e creative, senza mai rinunciare alla praticità. In lei convivono un tocco di divismo ma anche un sano, terreno pragmatismo.
Lo spettacolo funziona benissimo, aggiungendosi così al notevole palmarés dell’attrice e regista romana, e il teatro Fellini di Catania si conferma un interessante scrigno di inedite e piacevolissime sorprese.
A.M.

