“Il natale di Harry”, quattro sold out
al Teatrosophia di Roma

Al Teatrosophia dal 16 al 19 dicembre è stato accolto “Il Natale di Harry” di Steven Berkoff, quattro serate di sold out in cui gli spettatori si sono immersi in una casa di solitudine.
Voi come avete passato il Natale?
Harry in bilico tra la sua solitudine e i suoi ricordi al limite della realtà. Alla ricerca del suo posto nel mondo, si sdoppia e comunica con il suo alter ego.
L’interpretazione di Mauro Toscanelli, sotto la regia di Antonio Foti, è delicata e al contempo tagliente e malinconica.
Harry è un uomo solo, ma non semplicemente perché non ha compagnia. È solo perché la sua esistenza è avvolta in un velo di incomunicabilità pieno di ipocrisia.
Ci troviamo davanti a un personaggio che si è creato un mondo di solitudine e intolleranza, non volendo ascoltare e rispondere al prossimo e poi rendersi conto che è l’unica cosa di cui aveva bisogno.
In attimi di scintille, poi soffocate, il nostro protagonista prova un senso di colpa per aver vissuto in questo modo; potrebbe agire positivamente, ma invece procrastina continuamente, e questa abitudine lo porta a rifugiarsi ancora di più nella sua solitudine.
È un testo difficile portato in scena con tutte le sue contraddizioni sottili e intense, una sfida vinta per il regista Antonio Foti e l’attore Mauro Toscanelli. Collaborando sinergicamente, i due professionisti hanno dato vita ad uno spettacolo che non lascia indifferenti, uno spettacolo denso di emozioni e riflessioni.
Questa interpretazione intensa di Marco Toscanelli ci porta a conoscere i molteplici messaggi del testo di Berkoff, tra cui quello di comprendere qualcosa in più sul significato delle festività (in questo caso il Natale), che vanno ben oltre il semplice calore esteriore; e quello della necessità di estirpare le erbacce prima che loro estirpino la nostra vitalità da noi stessi.
Antonella Formisano 
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