Al via il secondo appuntamento questa sera, sabato 24 ottobre, per la rassegna Time Zones, sulla via delle musiche possibili, giunta alla sua trentesima edizione.

 

Il festival musicale, nato nel 1986, ha da subito rappresentato uno spazio di condivisone per musicisti e compositori interessati a nuove soluzioni musicali. La rassegna – ponendo l’accento sui percorsi innovativi, spesso in anticipo rispetto al mercato – si è a giusto titolo guadagnata una fama nazionale e non solo. Si sono susseguiti, infatti, sul palcoscenico di Time Zones, importanti nomi del panorama musicale internazionale – quali Ennio Morricone, Carmelo Bene, Michael Nyman, Philip Glass, Steve Reich, Terry Riley, Robert Fripp, Ornette Coleman, Alexander Balanescu, John Zorn, Arto Lindsay, Holger Czuckay, Caetano Veloso, Simon Jeff, Bill Laswell, Hector Zazou, Gotan Project, R. Sakamoto, Laurie Anderson, Lou Reed, Patti Smith,  Nusrat Fateh Ali Khan, Meredith Monk, Peter Gordon, Blue Gene Tiranny, Michael Brook, Yas Kaz, Toshinori Hondo, Juan Carlos Caceres, Uri Caine, Bevinda, Renè Aubry, Seigen Ono, Florian Fricke, Popol Vuh, Jon Hassel, David Sylvian, Jocelyn Pook, David Darling, Paul Motion, Bill Frisell, per citarne solo alcuni – insieme a grandi artisti estranei a quel tipo di mercato, alla vigilia del loro successo commerciale. Time Zones ospita inoltre musicisti legati alla scena, miscelando le arti, dal teatro alla danza, dal cinema ai nuovi linguaggi artistici come il dj set, il reading e il teatro canzone. In questa fucina di idee e nuove proposte, si sono create vere e proprie produzioni che hanno portato in giro una sorta di marchio di qualità, riconoscibile e riconosciuto da numerose rassegne del panorama musicale italiano.

Per festeggiare il suo trentesimo compleanno, Time Zones ha organizzato, in occasione della serata d’inaugurazione di ieri sera (presentata allo Showville di Bari dal giornalista Enzo Gentile), un omaggio cinematografico a John Lennon con la sua Lennoniana – per i 50 anni di Rubber Soul, durante la quale sono state proiettate due pellicole realizzate da Lennon e Yoko Ono dopo lo scioglimento dei Beatles e accolte con freddezza dalla critica, non ancora consapevole della provocazione e della denuncia contro la guerra che il cantante stava mettendo in atto in quegli anni. A seguire, la proiezione di due film nei quali John Lennon è protagonista in maniera diversa: La vita è facile ad occhi chiusi (2015, Spagna), di David Trueba, Come ho vinto la guerra, di Richard Lester (1967, GB).

La serata di stasera prevede lo spettacolo BBRT New Language – progetto nato da alcuni tra i più imponenti monumenti della musica afroamericana: Joe Bowie (trombettista di St Louis, fondatore del gruppo Defunkt), Jean Paul Bourelly (chitarrista di Chicago che ha collaborato con altri grandi nomi quali Miles Davis), Jamaladeen Tacuma (bassista elettrico nato vicino New York che ha lavorato con Ornette Coleman), Dj Gea Russel. Il progetto musicale nasce dalla necessità di ricercare nuovi suoni, sfidando la consapevolezza dell’individuo e la sua percezione della musica attraverso nuove vibrazioni.

Il Time Zones Project di Nicola Conte – deejay, musicista, compositore barese, tra gli animatori del festival delle musiche possibili degli anni ’80 – è un vero e proprio ritorno a casa dell’artista la cui musica si ispira alle sonorità degli anni ’60 e ’70, nonché alla bossa nova. Oltre al suo combo e alla voce di Zara McFerlane, Conte sarà affiancato da BBRT New Language per un concerto indimenticabile.

Il 31 ottobre, il Teatro Petruzzelli ospiterà David Lang, il poeta del suono – Premio Pulitzer per la musica, eletto compositore USA dell’anno 2013 – tra i più grandi compositori viventi, la cui musica, sempre legata alla tradizione, non mette da parte la contemporaneità, creando sonorità completamente innovative. Al centro del progetto per Time Zones ci sono le partiture che lo hanno reso famoso anche in Europa: quelle dei due ultimi film di Paolo Sorrentino, La Grande Bellezza e Youth. Il lavoro, curato da Lang insieme al violinista Francesco D’Orazio, viene eseguito da un ensemble creato appositamente da quest’ultimo. Gli interpreti saranno le scandinave Trio Medieval (presenti anche il 1 novembre in occasione della serata Voices choose from another time, sempre legata alla rassegna) e il soprano coreano Su Mi Jo, che nel film di Sorrentino è interprete di sé stessa. La serata prevede inoltre la performance di uno dei vocalist più dotati e rispettati della scena musicale afroamericana contemporanea. Con una carriera trentennale alle spalle, Dean Bowman, impegnato sia politicamente che sul piano artistico, è infatti uno dei membri della Black Rock Coalition. L’artista riesce ad elaborare numerose tecniche e stili vocali, maturandoli e dando vita – anche grazie alla sua spiccata istintività artistica – ad un sound assolutamente unico nel suo genere. Il progetto Screaming Hendrix or so lo vede cantare nuovamente la musica degli Screaming Headless Torsos (storica band della nouvelle vogue acid jazz di New York), insieme ai grandi classici di Hendrix rivisitati.

E poi ancora Tomaga, Pierre Bastien, Tatanta Future, Brewed Junk Sean Noonan Steven De Bruyn, Jasper Hautekiet, Colin Self, Alec Empire, Christian Fennesz & Ozmotics, Luz, The Bad Plus, Benjamine Clementine, e non solo.

Il festival prevede numerosi altri eventi tra cui la Times Zones Literature in cui si mescola poesia e musica: quattro narrazioni sceniche di Paolo Panaro, messe in musica da Alessandra Celletti (La Gerusalemme liberata), Francesco Scagliola (La follia di Orlando), Marco Malasomma (Il racconto di Enea), Ignacio Plaza e Marcello Magliocchi (Il viaggio di Ulisse).

Tommaso Liuzzi curerà invece la sezione del Time Zones Off, addentrando il pubblico nel mondo hindie.

 

Per il programma completo:

http://www.timezones.it/index.aspx?idnews=76&type=news&lang=ITA&idpagina=News

 

Alessandra Lacavalla