Fabio Rossi, 25 anni di carriera d’attore
“La curiosità onnivora tiene viva la fiamma”

Abbiamo intervistato il bravissimo attore partenopeo Fabio Rossi, che nel 2017 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo davanti all’obiettivo di Carmine Miceli per un libro fotografico di Antonio Mocciola, “Addosso”, utile a rompere la cortina omofobica che circondava la discussione parlamentare attorno alle unioni civili. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo a distanza di 8 anni da quel lavoro, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come racconteresti a chi non ti conosce il tuo percorso artistico che ti ha portato a riconoscimenti sempre più importanti?
Mi sono formato al Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo, ho avuto due maestri straordinari. Carlo Cerciello e Umberto Serra, diversissimi tra loro ma che proprio per questo, non solo mi hanno fatto innamorare del teatro e cambiato la mia vita per sempre, in positivo ovviamente, ma instillandomi quella curiosità nell’affrontare tutti i generi teatrali e personaggi diversissimi tra loro, che ancora oggi dopo 25 anni di carriera mi accompagna. Sono molto orgoglioso di due percorsi artistici e umani, che ho costruito nel corso degli anni con Pino Carbone e Sarasole Notarbartolo, e di aver lavorato e di lavorare tutt’ora con registi come Clara Bauer, Pako Ioffeedo, Daniel Pennac, Claudio Di Palma, Luciano Melchionna, Gian Maria Ciervo, David Petrarca, Mattias Andersson. L’umanità è alla base di questo mestiere.

Sei fortemente radicato al tuo territorio, Napoli? A che punto è la situazione in città dal punto di vista culturale? Essere napoletani é una marcia in più, in campo artistico?

Non credo che essere napoletani sia una marcia in più in campo artistico. Ma credo che in qualche modo siamo avvantaggiati dal fatto di avere una tradizione teatrale veramente importante. Un punto di partenza enorme che nel corso degli anni ha avuto degli sviluppi contemporanei di grande spessore.
C’è qualcosa del tuo percorso artistico che non rifaresti mai? E qualcosa che invece è stata, secondo te, poco compresa?
Rifarei assolutamente tutto. Tutto serve alla formazione e alla crescita di un attore. Poi si può sempre scegliere, ma secondo me ogni tassello di questo mestiere è importante.
La nostra associazione si occupa di naturismo, anche declinata in campo artistico. Hai posato nudo per un libro sull’omofobia, “Addosso”, in un periodo di forti contrasti per l’approvazione della Legge Cirinnà. Com’è stata l’esperienza? Hai provato imbarazzo? Che rapporto hai col tuo corpo?
Posare nudo per il libro sull’omofobia “Addosso” è stato molto divertente. Sono passati 9 anni. Mi ricordo che arrivai allo studio fotografico, e incotrai Pino Carbone, regista e amico con cui collaboro da anni. Io non sapevo che lui doveva andare quel giorno e lui non sapeva che anche io dovevo andare quel giorno. Dovevamo fare foto separate, ma a quel punto Antonio Mocciola fa: “ma perché non la fate assieme”. E cosi l’abbiamo fatta assieme!
Pensi che in Italia, ancora oggi, ci sia un problema di accettazione del nudo, specie maschile?
No, credo proprio di no.
Sam Valenti
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