“Donne sul filo”, ironia e dramma allo Studio Z.e.n. Art Hub

 

Prendere due testi importanti come “La parrucca” di Natalia Ginzburg e “L’amante” di Arnold Wesker e portarli in scena assieme in un ritmato zig-zag non era impresa facile. Eppure, coadiuvate dalla direzione artistica di Lucio Allocca, Antonia Esposito ed Anna Chiara Senatore ne sono venute a capo brillantemente. Unite dal filo del telefono e da un semplice ma efficace contributo scenografico fornito da Luigi Ferrigno e Michele Lubrano Lavadera (e anche della stessa Antonia nei dipinti degli occhi), “Donne sul filo” si muove con grazia, misura e stralunata ironia nello spazio che le stesse artiste hanno creato, lo Studio Z.e.n. Art Hub, nel cuore di Napoli. In una sala pienissima e coinvolta, le parole della scrittrice palermitana e di quello austriaco si sfiorano, si accavallano, ma si fondono solo nel finale, in un’elegante scelta registica che valorizza lo sforzo delle interpreti. Magnetica la presenza di Antonia Esposito, che conferisce alla sua donna ironia e straniamento, mentre la Senatore riesce a rendere la deriva alcolica senza patetismi o clichè. Uno spettacolo riuscito, di alta temperatura emotiva, che ha emozionato e trascinato il pubblico presente, tra cui diversi noti addetti ai lavori.

Antonio Mocciola

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