Oggi ho avuto il grandissimo piacere di scambiare quattro chiacchiere con Christian Ginepro, l’attore che presta il volto al mitico agente D’Intino nella fiction Rocco Schiavone, ispirata ai romanzi polizieschi di Antonio Manzini. Attore e regista, Christian Ginepro spazia con disinvoltura tra film, serie tv, musical e commedie. Grande estimatore del Metodo Stanislavskji, in passato ha collaborato con grandi nomi del calibro di Gigi Proietti, Pietro Garinei, Massimo Ghini, Michelle Hunziker. Insieme abbiamo ripercorso i passi salienti della sua carriera, alimentata costantemente dal fuoco sacro della recitazione!

Buonasera Christian, quando ti sei innamorato della recitazione?

Non credo ci sia stato un momento preciso in cui mi sia innamorato di questa meravigliosa arte. Verga ne I malavoglia diceva: “chi è nato pesce il mare l’aspetta”. Lo stesso è valso per me per quanto riguarda la recitazione. Ho sempre avuto un’indole egoica, fin da piccolo. Quando la domenica tornavo a casa dalla messa insieme ai miei genitori imitavo il sacerdote, ma non perché avessi una vocazione, semplicemente perché volevo essere io il protagonista. Per fortuna alle spalle ho avuto una famiglia che mi ha lasciato fare, dandomi spago!

Il film a cui sei maggiormente legato.

Per quanto riguarda il mio percorso attoriale, ti devo dire che ancora non ho incontrato il film che ha fatto breccia nel mio cuore. Sono al contempo però molto legato ad un corto che ho interpretato di Francesco Della Ventura intitolato “Gita di famiglia”. Racconta le vicende di Pietro, il personaggio che interpreto, che parte con la famiglia per andare a pranzo fuori nel ristorante dove lavora come cameriera la sua amante. È un progetto molto bello e interessante che è stato proposto per andare a Cannes!

Come è recitare a fianco di Marco Giallini in Rocco Schiavone?

Visto dall’esterno può sembrare che Marco sia caos allo stato puro, ma la realtà è che quando siamo sul set Giallini è un artista totale, molto serio e rigoroso. D’altra parte è dal caos che si genera una stella! Durante le riprese di Rocco Schiavone ci siamo fatti delle grandi risate insieme ed alcune, le più genuine, si possono vedere in diverse puntate, dal momento che il regista Simone Spada ha scelto di lasciarle perché pertinenti alla narrazione. Mi reputo un privilegiato a lavorare con Marco Giallini!

Televisione o teatro.

Sono due forme differenti dello stesso amore.

Come nasce la tua passione per i musical?

A dodici anni praticavo Taekwondo. Crescendo mi iscrissi a danza per seguire una mia amichetta, di cui mi ero invaghito. Però la vera scuola l’ho intrapresa tra i diciannove e ventitré anni facendo l’animatore. Da piccolino restavo estasiato a vedere questi film di Hollywood in cui i protagonisti ballavano e cantavano e ricordo nettamente un episodio di quando avevo cinque o sei anni: stavamo trasmettendo in televisione Aggiungi un posto a tavola e io rimasi completamente a bocca aperta. Probabilmente fu quello l’inizio del mio amore per i musical.

Il tuo film preferito.

Impossibile citartene uno soltanto. Ne ho moltissimi: Vertigo, Quarto potere, Rosetta. Adoro tutto il cinema europeo autoriale. In questo periodo sono rapito dalla cinematografia di Hitchcock, Lars Von Trier, Kubrick e di Woody Allen.

Quanto ti ha aiutato il Metodo Stanislavskij nel tuo lavoro?

Il Metodo mi ha letteralmente cambiato la vita dal punto attoriale. Il Metodo Stanislavskij rappresenta la strada più tortuosa e difficile per raggiungere un obiettivo, ma per me è l’unico modo per approfondire l’aspetto psicologico di un personaggio!

Un regista straniero con cui ti piacerebbe lavorare.

Oltre ai già citati Woody Allen e Lars von Trier, ti dico Steve McQueen e Ken Loach.

Che ricordi hai del film Boris?

Ho un ricordo meraviglioso di Boris! Ti confesso una cosa, quando fui scelto per prendere parte a Boris – Il film non avevo mai visto la serie. La notte precedente al set feci una maratona delle prime due stagioni: fu incredibile. La mattina sul set mi sentivo come un bambino nel paese dei balocchi. Fui trattato benissimo da tutto il cast e fu davvero un’esperienza bellissima che ricordo con grande piacere.

Cosa ti auguri per questo 2021?

Auguro una rinascita, una rinascita in tutti i settori professionali. Nel dopoguerra ci fu una grande ripresa: ora mi auguro una nuova esplosione culturale ed economica. Personalmente spero di poter raccogliere ciò che ho seminato e di essere all’altezza dei personaggi a cui presto il mio corpo e la mia voce.

 

“Io penso davvero che una recitazione efficace abbia letteralmente a che fare col movimento delle molecole.”

Glenn Close

 

Valerio Molinaro