Abbiamo intervistato l’attore Christian D’Agostino, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio”. L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.
Come procede la tua attività di attore? Ci dai qualche appuntamento dove poterti vedere live?
Attualmente frequento l’accademia del dramma antico a Siracusa e sarò in scena da Maggio a Luglio con Lisistrata diretta da Serena Sinigaglia e L’Iliade diretta da Giuliano Peparini.
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
Credo che la libertà d’espressione sia strettamente connessa al rispetto. Viviamo in una società democratica dove ognuno dovrebbe sentirsi libero di esprimere ciò che vuole e come vuole ma nel rispetto dell’altro. E troppo spesso lo dimentichiamo, si parla sempre di più per offendere e giudicare ancor prima di comprendere le motivazioni che portano l’essere umano a compiere delle azioni. A tal proposito cito una frase di Platone che è sempre attuale ‘Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre’
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?
Il nome che ho indossato è di ‘Stevan Galogaza’, scrittore e giornalista serbo e sono stato onorato di ciò. Non ho alcun problema con la nudità, Antonio Mocciola è stato bravissimo, con la sua professionalità mi ha messo completamente a mio agio. Il mio corpo, seppur con le sue imperfezioni, rappresenta la mia storia, la mia autenticità e ne vado fiero.
Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?
Il nudo artistico, diretto nel modo giusto, può trasmettere messaggi importanti quindi si, condivido pienamente.
Pensi di ripetere l’esperienza, magari in altre situazioni (cinema o teatro, o magari altri progetti fotografici)?
Perché no, se dovesse presentarsi l’occasione…
Sam Valenti

