Antonio Mocciola nella sua Anzi omaggia De André
“Il tempo é un signore distratto” trionfa all’Annunziata

 

Ci sono innumerevoli omaggi in giro, dedicati a Fabrizio De André, la cui scomparsa – più di un quarto di secolo fa – ancora pesa nell’asfittico panorama musicale nostrano. Ma la linea scelta da Antonio Mocciola, in occasione dell’Anzi Folk Festival diretto da Vincenzo Petrone, ha un tocco davvero speciale.

Si parte dal sequestro, che coinvolse il cantautore assieme alla compagna Dori Ghezzi, e si arriva lontanissimo, fino a un commovente addio con lancio di rosa bianca nell’infinito. Le riflessioni di Fabrizio, interpretato da un intenso e vibrante Vincenzo Coppola, si alternano ai brani eseguiti chitarra e voce da Giuseppe Rivelli, che riesce ad essere coinvolgente in quelli più ritmati, ma anche credibile in quelli più riflessivi. I due ragazzi, uniti da una sottilissima catena, sono le due anime di De André, legate – appunto – dalla prigionia ma anche da un disperato, e virtuale, attaccamento alla vita, e alla memoria.

Il gentile bandito, interpretato da un Roberto Fanelli decisamente in parte, apre e chiude lo spettacolo, così come Dori Ghezzi, cui l’eccellente e misurata Barbara Lauletta dona un delicatissimo soffio poetico in due sofferti monologhi.

La sala, gremita in platea e galleria con tanta gente in piedi, ha risposto con entusiasmo allo spettacolo, cui ha assistito in prima fila il sindaco Filomena Graziadei, assieme al consigliere con delega a cultura e turismo Antonella Cilibrizzi.

I quattro interpreti, tutti a piedi nudi e di nero vestiti, formano una squadra eterogenea ma anche molto compatta, orchestrata da Antonio Mocciola che al suo paese del cuore dedica sempre progetti mai banali, mai ruffiani, e soprattutto con grande sentimento verso le proprie radici.

“Il tempo è un signore distratto” è il terzo episodio che il drammaturgo e regista rappresenta ad Anzi, in questo caso nell’ex Chiesa dell’Annunziata, dopo “Spina e poesia”, l’omaggio a Mango con Amato alla Fonte Atellana, e “I contadini non cantano” con Giuseppe Brandi nelle cantine di Palazzo Zampaglione. Ma si ricordano anche le presentazioni di due suoi libri, “Le belle addormentate” sui paesi fantasma e “Addosso”, progetto editoriale fotografico contro l’omofobia.

Antonio Mocciola, con Vincenzo Petrone (in arte Klaus Mondrian) e la giornalista Maria Soave da anni portano il nome di Anzi fuori dai confini regionali, con amore, rispetto e il desiderio di dare luce a un territorio che dovrebbe essere valorizzato innanzitutto da chi ci vive, scuotendosi di dosso pessimismi, apatie, abulie e pigrizie, mali curabili – perché no – anche con il teatro, la musica, l’arte.

Alessia Coppola

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