Alfredo Troise nudo per “Le vittime di Dio”
“Ma quando creo mi spoglio comunque”

 

Abbiamo intervistato l’artista Alfredo Troise, che nel 2023 sposò una causa importante, accettando di posare completamente nudo per una mostra fotografica di Antonio Mocciola, “Le vittime di Dio” (scatto di Giovanni Allocca). L’occasione é ghiotta per parlare anche del momento storico che stiamo vivendo, e di cosa sta facendo adesso il “modello per un giorno”.

Come ti presenteresti ai lettori che non ti conoscessero? Quali opere stai preparando in questo momento?

Di solito evito presentazioni fuorvianti e o stucchevoli, lascio che lo facciano le opere, di solito motivo di interrogativi e domande che mi vengono poste vuoi dalla curiosità o da una semplice “ignoranza” sulla materia Arte, suppongo che un Artista in questo preciso caso debba usare poche parole e molti colori, sarebbe opportuno almeno per quelli addetti alle Arti visuali.
Le opere che sto portando avanti rientrano in una serie “Donne Gravitazionali” sono  nudi di donne che posano e che io ritraggo in maniera del tutto personale, tralasciando i dogmi Accademici e concentrandomi  più sul concetto di donna, che gravita intorno all’universo e generatrice di vita, con le sue ferite esistenziali e fragilità
Hai partecipato a “Le vittime di Dio”, il cui primo allestimento è stato al prestigioso museo Pan di Napoli. La mostra fotografica ha scatenato poli opposti di entusiasmi e contestazioni, facendo indignare Matteo Salvini con un “tweet” velenoso, la Curia di Napoli (che inviò sotto al museo i madonnari a dipingere icone per allontanare il demonio), il tg2 guidato dalla destra cattolica e molti benpensanti. Eppure, ancora se ne parla e dopo quella data le foto sono state esposte a Roma e Milano. Qual è la tua opinione sulla libertà d’espressione in Italia?
La libertà di espressione va mitigata, non tutto quello che diciamo liberamente rispecchia il vero, per essere ermetici, se scatto una foto davanti al Colosseo e dico che è un opera d’Arte che ho costruito io, anche quello è libertà di espressione, ma al contempo è una bugia, quindi libertà di espressione uguale concetto astratto. Dire ciò che si pensa soprattutto senza essere consapevoli o informati di quello che si sta dicendo, non è libertà ma appiattimento culturale.
Secondo te il Vaticano ha ancora il peso di un tempo nell’agenda politica italiana o pensi che le ingerenze siano ancora una stortura in un paese Europeo nel 2025?
A mio avviso non solo il Vaticano non ha più peso nelle politiche Italiane, ma credo che nemmeno più lo stato abbia poteri decisionali su di una nazione. Oggi contano le aziende iper miliardarie, che hanno il totale controllo su tutto, comunicazione media sport Arte medicina, lo Stato sovrano come spesso sento dire è sparito da 30 anni.
Oggi le multinazionali hanno la completa gestione sulle nazioni stesse
Hai “indossato” sul corpo il nome di uno delle migliaia di eretici che la chiesa ha mandato al rogo in questi 2025 anni di dominio. Per il resto eri completamente nudo. Come hai vissuto l’esperienza, certamente inusuale, di essere a lungo la sola persona a nudo su un set di addetti ai lavori che erano lì per ritrarti? Eri in imbarazzo oppure è scattata una certa forma di narcisismo? Che rapporto hai con il tuo corpo nudo?
Non mi è scattato assolutamente nulla, nè imbarazzo tantomeno forme narcisistiche, ero lì per lavorare e l’ho fatto
anche perché mi metto a nudo quando dipingo o scrivo i miei testi poetici, non credo che levarsi gli indumenti
da dosso significhi spogliarsi, ci sono diverse forme, e non certo quella di essere vestiti di sola pelle.

Noi siamo un’associazione che promuove il naturismo non solo nei luoghi deputati, ma anche – come nel caso dei lavori di Antonio Mocciola – nell’arte (foto, cinema, teatro). Cosa pensi del nudo artistico? In quale forma trovi sia più fruibile e potente?

Anche il nudo come tutte le forme di Arte, non bisogna estremizzarle. Ciò toglierebbe al nudo la poetica
ed il linguaggio più antico nell’Arte. Tutto l’eccesso anche in Arte risulterebbe stancante e fastidioso.
Pensi di ripetere l’esperienza, magari in altre situazioni (cinema o teatro, o magari altri progetti fotografici)?
Non credo di ripetere l’esperienza fotografica, mi appassionano le cose nuove e non ripetermi, o meglio cerco
di evitarlo di fare.
Sam Valenti
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